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Bertero: “La nostra linea Maginot: dea, cardiochirurgia e rianimazione. Se no sarà ricorso”
Il sindaco di Acqui Enrico Bertero e 41 comuni pronti a portare avanti il ricorso al Tar contro la legge regionale di riordino della rete ospedaliera in assenza di garanzie scritte sul mantenimento dei presidi. Non accettiamo elemosine, abbiamo fissato una linea Maginot e non facciamo marcia indietro
Il sindaco di Acqui Enrico Bertero e 41 comuni pronti a portare avanti il ricorso al Tar contro la legge regionale di riordino della rete ospedaliera in assenza di garanzie scritte sul mantenimento dei presidi. Non accettiamo elemosine, abbiamo fissato una linea Maginot e non facciamo marcia indietro
ACQUI TERME – Un fronte compatto nell’acquese per dire no al ridimensionamento dell’ospedale di Acqui. A supporto del “fronte” ci sono 18.533 firme e la sottoscrizione di 42 comuni del ricorso al Tar, fermo per ora nel cassetto del sindaco Enrico Bertero.Domani la riunione dei sindaci firmatari deciderà se presentarlo, entro venerdì, o riporlo definitivamente. “Attendiamo dall’assessore Antonio Saitta una proposta scritta, dopo gli incontri avvenuti la scorsa settimana e quello di lunedì, ad Alessandria. Rispetto alla posizione iniziale c’è stata una apertura, ma noi non vogliamo l’elemosina, qualche posto letto in più, abbiamo fatto richieste specifiche, se non avremo garanzie scritte andremo avanti”, dice.
La “nostra linea Maginot”, l’ha definita così Bertero: “chiediamo un potenziamento del Dea (pronto soccorso), il mantenimento dei reparti di cardiochirurgia e rianimazione che, a nostro avviso, possono considerarsi ‘salvavita’. Poi, comprendiamo la difficile situazione e non ne facciamo una questione di primariato. I primari possono anche essere ad Alessandria”.
Acqui, secondo i sindaci, deve restare “un presidio sul territorio”.
“Ci sono paesi, nell’area collinare, dai quali ci si impiega due ore a raggiungere Alessandria. La nostra zona non è servita da una rete autostradale, ci sono aree marginali che non possono essere abbandonate”.
Fa un esempio Bertero: “in caso di infarto in uno di quei centri, l’ambulanza impiegherebbe un’ora ad arrivare da Alessandria, ed altrettanto a portare il paziente all’ospedale. L’elisoccorso vola solo nelle ore diurne e in condizioni meteo che lo consentano. Il mantenimento di alcuni servizi rappresenta una garanzia per la salute dei cittadini. Per questo non faremo marcia indietro”.
Entro oggi da Torino dovrebbe arrivare una nuova proposta. “La valuteremo insieme ai 41 sindaci che hanno sottoscritto il ricorso. Se non sarà convincente, procederemo”.