Maltempo, Rossa: “30 strade chiuse, siamo in ginocchio”
Ecco il punto della situazione, difficile da tracciare, in provincia. Da lunedì previsto il declassamento all'allerta 1, con un progressivo ritorno alla normalità, ma non mancheranno ancora temporali anche di forte intensità. Reggono bene i fiumi maggiori ma strade e rii minori sono in parte collassati. Spaventano le frane. Rossa: "servono fondi straordinari, alcune zone sono davvero martoriate". Ecco l'elenco delle strade chiuse
Ecco il punto della situazione, difficile da tracciare, in provincia. Da lunedì previsto il declassamento all'allerta 1, con un progressivo ritorno alla normalità, ma non mancheranno ancora temporali anche di forte intensità. Reggono bene i fiumi maggiori ma strade e rii minori sono in parte collassati. Spaventano le frane. Rossa: "servono fondi straordinari, alcune zone sono davvero martoriate". Ecco l'elenco delle strade chiuse
ALLERTA METEO – 15.00 – Delrio: “presto lo stato di calamità”Allerta meteo per frane
Arpa e Protezione Civile hanno riportato a livello 2 (criticità moderata) l’allerta: Risulta ancora una criticità moderata, in attenuazione, sui corsi d’acqua del Piemonte meridionale, Scrivia, Orba e Bormida e a nord sul Sesia.Da questa notte si prevede un miglioramento su tutto il Piemonte.
Si raccomanda pertanto di mantenere comunque l’attenzione in relazione all’evoluzione prevista ed in particolare di rispettare i divieti e di non percorrere le strade con divieto di transito, limitando gli spostamenti ed evitando attività e stazionamenti in prossimità dei corsi d’acqua.
12:30 Delrio e Gabrielli in PrefetturaE’ atteso per le 12,30 l’arrivo in prefettura, ad Alessandria, del sottosegretario Delrio, insieme al capo della protezione civile Gabrielli.
Intanto ha ripreso a piovere nelle zone del basso Piemonte e dell’alessandrino. Resta alta l’allerta per il rischio frane
La prima viene segnalata sull’autostrada A 26 all’intersezione con la A10, a Masone. La circolazione risulta rallentata ma non interrotta.
Anche le Ferrovie dello Stato segnalano possibili ritardi o limitazioni sui collegamenti Regionali Veloci che potranno subire limitazioni di percorso ed essere limitati ad Alessandria o Arquata. I viaggiatori troveranno proseguimento con i treni Intercity che effettueranno, all’occorrenza, le fermate straordinarie necessarie senza maggiorazione di prezzo.
Sono previsti allungamenti dei tempi di viaggio per tutte le tipologie di servizio
A spaventare, secondo il presidente Rossa, nella situazione complessiva non sono tanto i fiumi maggiori “che hanno retto bene, nonostante sia stato necessario sistemare alcuni punti degli argini specie sulla Bormida, che ha rischiato di strapparli, ma le condizioni dei rii minori e delle strade, che sono in più punti collassati. La rete idrografica minore è saltata ed è quella che ha fatto i danni maggiori. Per far fronte alla situazione serviranno ora fondi straordinari: li avevamo già chiesti per quanto avvenuto a ottobre, oggi ce n’è ancora più bisogno”.
ALESSANDRINO

NOVESE
Nel novese acqua non potabile in alcuni comuni, come Cassano, o frazioni, strade chiuse al traffico e frane che minacciano le abitazioni sono le ferite rimaste aperte dopo le incessanti piogge di sabato 15 novembre. Ancora ieri, a Gavi, 32 persone non hanno potuto dormire nelle proprie case per l’ordinanza di evacuazione disposta dal sindaco, a causa della frana che incombe sulla cittadina dal sovrastante monte Moro: 29 hanno trovato accoglienza da amici o parenti, mentre per le rimanenti 3 il Comune ha provveduto a trovare una sistemazione alternativa.

In diverse località tra Novi e Ovada è stata interrotta la fornitura di acqua potabile. Si tratta dei paesi serviti dal cosiddetto acquedotto della Rocchetta (Castelletto d’Orba, Montaldeo, Mornese, Parodi Ligure e San Cristoforo) e poi di Cassano Spinola, della frazione Albarasca di Stazzano (in cui risulta interrotta anche l’energia elettrica) e della frazione Setteventi di Silvano d’Orba.
A Francavilla Bisio sono stati segnalati problemi alle linee telefoniche ed è stato chiuso il ponte lungo la strada comunale della Biuta.
La situazione delle strade chiuse, nel novese, è da bollettino di guerra. A tratti sono infatti chiuse la provinciale 158 della Lomellina tra Novi e Gavi, la 160 della val Lemme da Basaluzzo alla Bocchetta, la 163 della Castagnola da Voltaggio verso Busalla, la 165 delle Capanne di Marcarolo all’altezza del guado sul Gorzente, la 166 della val Morsone da Voltaggio al valico degli Eremiti, la 168 di San Remigio da Gavi a Parodi Ligure, la 176 da Gavi a Castelletto d’Orba. E ancora: la 120 della val Grue da Tortona a Borghetto Borbera all’altezza del ponte per Garbagna, la 135 da Serravalle Scrivia a Carezzano, la 144 da Arquata Scrivia a Sisola.
OVADESE
L’Ovadese paga dazio in termini di frane, che poi significa collegamenti più difficili tra i paesi e il centro zona. Di non facile soluzione il problema della provinciale 171 per Tagliolo, già interessata da uno smottamento di lieve entità nei giorni scorso. Ora è compromessa parte della carreggiata di destra (a salire verso Tagliolo) che ha ceduto col venir meno del terreno sottostante. Chiusura già al bivio con la provinciale 115 per Novi Ligure. Problemi anche sull’altro fronte, con la chiusura della 199 che porta a Rocca Grimalda. Disagio grave in frazione Gnocchetto, tagliata fuori dalla frana verificatasi sulla ex statale 456 del Turchino. Tecnici al lavoro stamattina per vedere come consolidare il fronte dopo la rimozione dei detriti rimasti. Parte dei massi staccatisi hanno divelto il guard rail prima di finire nello Stura. A Lerma, riaperto il guado sul Boiro per frazione Cirimilla.

Rimarrà chiusa fino al 24 novembre la linea Acqui – Genova per le operazioni di sgombero della frana caduta subito dopo la stazione di Rossiglione in direzione Ovada. I collegamenti saranno assicurati con i bus sostitutivi. I treni da Acqui per Genova delle 5.20 e delle 7.40 saranno limitati a Ovada dove i passeggeri proseguiranno sulla A26 in bus senza passare dalla Valle Stura. Nel corso della giornata a Campo si scenderà dal treno e si salirà sui mezzi fino a Ovada, dove i pendolari troveranno il convoglio con cui proseguiranno verso Acqui. Medesima dinamica in senso contrario.