Il Braille: perchè?
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
12 Marzo 2014
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Il Braille: perchè?

Il 27 febbraio a Strevi si è svolta una giornata finalizzata a scoprire e raccontare il Braille. Protagonisti gli studenti che stanno imparando il codice

Il 27 febbraio a Strevi si è svolta una giornata finalizzata a scoprire e raccontare il Braille. Protagonisti gli studenti che stanno imparando il codice

ABBATTIAMO LE BARRIERE – “Il braille: perchè?”. Era questo il tema dell’incontro svoltosi il 27 febbraio nella scuola elementare “V. Alfieri” di Strevi, in provincia di Alessandria, dove un buon numero di studenti sta imparando il codice Braille. Promotrice dell’iniziativa è stata, circa sette anni fa, l’insegnante Giovanna Pannozzo per meglio integrare nell’ambiente scolastico una piccola studentessa non vedente e tetraparesica.

In apertura dell’incontro, dopo un breve cenno sulla vita di Luis Braille, Paolo Bolzani, Presidente della Sezione Provinciale di Alessandria dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha lasciato la parola a Giovanna Panozzo, la quale ha chiesto ad alcuni allievi di illustrare alla lavagna quale sia il sistema con il quale ha insegnato loro il codice Braille, dopodiché Angelo Di Liberto, Direttore Provinciale del Comitato Tecnico Scientifico dell’I.Ri.Fo.R. alessandrina, ha dato una dimostrazione pratica dell’utilizzo della tavoletta e del punteruolo.

La giornalista Genny Notarianni, conduttrice della giornata, ha quindi posto la domanda-tema della giornata ai giovani partecipanti all’incontro. Le risposte, a dire il vero, sono state tutte molto intelligenti e ragionate: da “Ho deciso di imparare il Braille perché mi incuriosivano quei puntini!” a “L’ho fatto perché mi piacerebbe poterla aiutare le persone che non vedono” oppure “mi piacerebbe da grande andare nelle case di riposo e insegnare agli anziani non vedenti a leggere e scrivere con le dita”.

Tutti i presenti hanno dimostrato una sensibilità notevole nei confronti delle persone portatrici di disabilità. Per questo si deve ringraziare l’ambiente scolastico nel quale questa iniziativa si è sviluppata e i dirigenti che hanno permesso a Giovanna Panozzo di poter sensibilizzare in questa ottima maniera i suoi allievi.

La risposta più toccante è stata: “In principio non mi avvicinavo alla nostra compagna disabile perché la sentivo troppo diversa da me; poi, grazie agli insegnamenti di Giovanna e al comportamento dei miei compagni di classe ho scoperto di avere un’amica in più la quale, pur se non può camminare o vedere, fa parte del nostro gruppo. Ho ritenuto quindi giusto imparare il Braille per sentirmi più vicino a lei”. 

 

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