Terme di Acqui, “fermate la privatizzazione e rilanciamo il turismo”
I sindacati Cgil, Cisl e Uil chiedono al consiglio di amministrazione delle Terme di Acqui di non votare la privatizzazione della Spa: non siamo contrari a priori, ma la vendita a capitali privati non deve essere un'operazione finanziaria o immobiliare, si privatizza se c'è un progetto di rilancio. Avanzano la proposta di un tavolo provinciale per il turismo in vista dell'Expò 2015
I sindacati Cgil, Cisl e Uil chiedono al consiglio di amministrazione delle Terme di Acqui di non votare la privatizzazione della Spa: ?non siamo contrari a priori, ma la vendita a capitali privati non deve essere un'operazione finanziaria o immobiliare, si privatizza se c'è un progetto di rilancio?. Avanzano la proposta di un tavolo provinciale per il turismo in vista dell'Expò 2015
PROVINCIA – “Meglio una buona privatizzazione che una cattiva amministrazione pubblica”. Lo premettono per sgomberare il campo da equivoci Silvana Tiberti, Alessio Ferraris e Aldo Gregori, segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, alla vigilia del voto del consiglio di amministrazione delle Terme di Acqui S.p.a sul bando per la cessione ai privati dell’azienda. Cioè, “non siamo contrari all’ingresso dei privati, ma occorre che sia chiaro un progetto di sviluppo e di rilancio, altrimenti si riduce ad una manovra speculativa”.
Il contesto in cui viene lanciato l’appello da parte dei sindacati è quello di una città, Acqui, e delle sue terme, che hanno ancora un grande potenziale: “non ci rassegniamo – dicono – il rilancio delle Terme di Acqui è il rilancio di tutto il territorio. Le proprietà delle acque di Acqui sono eccezionali, e ‘terme’ non significa solo salute, ma anche benessere, che ormai si può concedere solo chi è benestante. Ma chi ha il denaro cerca le 5 stelle e Acqui sta perdendo anche le 4”.
Una realtà che diventa quasi una metafora di un territorio, quello della Provincia di Alessandria, che non crede e non valorizza le potenzialità. E’ ancora Silvana Tiberti che parla a nome anche dei colleghi:
“La città di Acqui è andata incontro ad un progressivo declino di flussi turistici, nonostante a livello provinciale si sia registrato invece un incremento. Tra il 2008 e il 2012 siamo passati da 594 mila presenze a 722 mila, mentre ad Acqui c’è stato un calo, da 168 mila a 137 mila. E’ un segnale indicativo di un depauperamento progressivo del sistema. Le Terme contavano ad avere 200 addetti, ora sono 20 a tempo indeterminato e 40 stagionali. C’è però un indotto notevole, fino a 400 persone, un patrimonio che non possiamo rischiare di perdere”. La proposta dei sindacati non va solo in direzione della “bocciatura” della privatizzazione, così come è fatta: “Una dismissione a ridosso dell’Expo 2015 rischia di non fare arrivare il nostro territorio in tempo per cogliere le importanti occasioni di rilancio”, sottolineano.
Le terme di Acqui sono del resto “una delle tante carte che l’alessandrino può giocarsi per riuscire a intercettare una fetta dei 20 milioni di visitatori complessivamente attesi per Expo 2015”
Quindi, “Per non vederci sfrecciare davanti questo treno – secondo Cgil, Cisl e Uil – bisogna fare molto di più e mettere in rete tutte le attrattive del territorio per fornire ai turisti ‘un pacchetto completo’.
Per questo i sindacati chiedono alla Provincia la convocazione di un tavolo urgente sul turismo, in vista di Expo 2015. “Non possiamo arrivare a questo appuntamento divisi” hanno ribadito Cgil, Cisl e Uil, richiamando Palazzo Ghilini al suo ruolo di ‘regista’ politico e coordinatore delle richieste e aspettative dei vari territori. “Nonostante il momento di incertezza istituzionale, la Provincia esiste ancora – hanno rimarcato i sindacati – Dobbiamo sfruttare le professionalità dell’Ente per elaborare un progetto complessivo per tutto il territorio. Tocca alla politica dare l’imput per arrivare rapidamente a recuperare il tempo secondo noi già perso”.
Aldo Gregori, rappresentante per i sindacati in Camera di Commercio si farà portavoce dell’appello per l’attivazione di un tavolo provinciale sul turismo.