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La resistenza del cinema: Enrico Ghezzi al Teatro Romano
Martedì 9 luglio, ore 21, al Teatro Romano. Incontro con Enrico Ghezzi a cui seguirà la proiezione de "Dalla Nube alla Resistenza" (1979) di Jean Marie Straub e Danièle Huillet. Ingresso gratuito. Paper Street è media partner di questo importante evento di critica cinematografica
Martedì 9 luglio, ore 21, al Teatro Romano. Incontro con Enrico Ghezzi a cui seguirà la proiezione de "Dalla Nube alla Resistenza" (1979) di Jean Marie Straub e Danièle Huillet. Ingresso gratuito. Paper Street è media partner di questo importante evento di critica cinematografica
ACQUI TERME – Probabilmente ha senso pensare al cinema come ad una cosa che non esista, che si srotola in un proiettore, una cosa (?) che è un raggio di luce nel buio di una sala, una serie di cariatidi del tempo e di fantasmi su quella tela che è lo schermo. Forse è per questo che passa il tempo e lo spazio, anzi riesce a resistere ad entrambi. La resistenza del cinema è la resistenza a tutto ciò, qualcosa di spirituale e politico, qualcosa di perverso e polimorfo. Proprio su queste basi (e sulle sue derive) ho pensato di organizzare un dibattito con Enrico Ghezzi, una delle più straordinarie menti che si siano applicate a studiare/amare tutto questo. Quello che proprio il cinema non ci nega mai; quello che probabilmente solo lui (così spurio e incompleto) ci può donare per accondiscendere una qualsiasi memoria.Il critico cinematografico, e fondatore di storiche trasmissioni Rai quali “Blob” e “Fuori Orario – cose (mai) viste” (liberi contenitori anarchici di immagini), terrà un dibattito sulle possibilità culturali della televisione pubblica e il futuro del cinema indipendente a livello estetico/linguistico e produttivo/distributivo. A seguire tutto ciò la presentazione e la proiezione di uno dei capolavori di un autore unico e particolarissimo come Straub, uno dei lavori che lasciano interdetti nel doppio gioco/senso della resistenza spirituale (il cinema) e politica (la vita). Dalla Nube alla Resistenza (1979) ambientato e girato sulle nostre colline e tratto da brani celebri de I Dialoghi con Leucò e La Luna e i falò di Cesare Pavese è una di quelle dimostrazioni tangibili che forse il cinema non c’è mai stato come ci sarà sempre, un documento di documenti, un atto di straniamento per l’assoluto.
Tutto questo in una serata (forse) e nulla più, come se quei fantasmi che il cinema ci mostra fossimo anche noi stessi, come se quella resistenza fosse lo specifico filmico del nostro stare al mondo, del nostro esserci o non esserci mai stati. L’atto di vedere su tutto. Buona visione.