Tra Amag e Provincia scoppia la “guerra” dell’acqua
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Stefano Duberti - stefano.duberti@yahoo.it  
9 Settembre 2011
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Tra Amag e Provincia scoppia la “guerra” dell’acqua

Dura presa di posizione del presidente della società alessandria, Lorenzo Repetto, nei confronti della Provincia e della Regione riguardo alla gestione dei pozzi in località Gaini che ha portato Amag a dover ricorrere all'utilizzo delle autobotti per rifornire i residenti delle aree di Cavatore e Masone

Dura presa di posizione del presidente della società alessandria, Lorenzo Repetto, nei confronti della Provincia e della Regione riguardo alla gestione dei pozzi in località Gaini che ha portato Amag a dover ricorrere all'utilizzo delle autobotti per rifornire i residenti delle aree di Cavatore e Masone

“Nelle ultime settimane sono accaduti degli avvenimenti che hanno coinvolto più o meno direttamente Amag e dei quali la stessa società di cui sono presidente o non è stata informata o lo è stata ma in maniera incompleta, tardiva e frammentaria: per evitare che la questione passi sotto silenzio ho dovuto convocare una conferenza stampa”. Con queste parole si è presentato Lorenzo Repetto (nella foto), presidente del gruppo Amag, nel corso dell’incontro con gli organi d’informazione, tenutosi ieri mattina, giovedì, nella sede acquese della ditta alessandrina. Argomenti della discussione sono stati la crisi idrica patita dalla Val Bormida negli scorsi mesi e la situazione dell’impianto idroelettrico in località “Cascata” nel territorio comunale di Cartosio. “Riguardo al primo argomento – ha detto Repetto – la questione è relativa alla gestione dei pozzi in località Gaini, pozzi gestiti dall’Amag, che normalmente nei periodi più caldi, vengono scaricati d’acqua attraverso l’utilizzo di paratoie per rifornire un bacino d’utenza complessivo di ben 11 paesi”. 
Normalmente. Infatti nei mesi di luglio e agosto appena trascorsi Amag sostiene di  “non aver potuto più accedere a queste paratoie in quanto la Provincia di Alessandria ha rilasciato alla ditta “Ecoenergia” una concessione di derivazione di acque del torrente Erro togliendo, di fatto, ad Amag la possibilità di accedere all’acqua per rifornire i comuni”. Questo ha comportato che, per non lasciare senza il prezioso liquido un enorme quantitativo di famiglie, la società di Repetto abbia dovuto ricorrere a mezzi alternativi e molto più costosi: “le autobotti. Ovvero 174 viaggi, per un trasporto totale di oltre i 3 milioni di litri nel solo mese di agosto, grazie all’intervento dei volontari della Protezione civile di Alessandria, che, per l’appunto, essendo volontari, hanno anche permesso ad Amag di ridurre, almeno per la manodopera, i costi dell’operazione” ha detto il responsabile della Protezione civile alessandrina, Marco Bologna.
“Costi che comunque ci sono stati e dai quali Amag non poteva sottrarsi visto l’impegno preso con le popolazioni – ha aggiunto Repetto – E la questione principale è che, nonostante la ditta si sia mossa per tempo e nelle sedi opportune per tutelare i suoi interessi e quelli dei residenti, e abbia presentato un progetto, parallelamente ad Ecoenergia, che avrebbe permesso di ottenere una più idonea gestione dei prelievi d’acqua, non è di fatto mai stata convocata, dopo la concessione del bando ad Ecoenergia, alle conferenze dei servizi tenute nella sede della Provincia di Alessandria. Il risultato di tutto ciò che che allo stato attuale, Amag pur essendo gestore della risorsa idrica in zona Gaini, non ha più titolarità per la manovra degli organi di modulazione della traversa che permettono di gestire l’acqua dei pozzi. Tutto ciò, unito all’assenza di presa di posizione delle istituzioni che sulla vicenda della crisi idrica non si sono nemmeno fatte sentire – tranne il sindaco di Acqui, Danilo Rapetti, e il Prefetto Paolo Castaldo, – è intollerabile: pertanto mi ritrovo a dover chiedere a Provincia, Regione Piemonte ed autorità d’ambito, di fermare la concessione per trovare una soluzione che assecondi gli interessi di Amag, Ecoenergia ma soprattutto dei cittadini”.
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