Giovedì 21 Novembre 2019

La storia

Dall'Uruguay a Spigno alla ricerca delle radici italiane

Dall'Uruguay a Spigno alla ricerca delle radici italiane

Il sindaco Visconti con gli ospiti uruguagi

SPIGNO - È una storia curiosa, a tratti commovente. Quattro ragazzi, cugini, partono da Montevideo alla ricerca delle proprie origini italiane. Pochi gli indizi: un cognome dall’assonanza tricolore e qualche documento ingiallito dal tempo ritrovato in soffitta. Da quanto sono piccoli Rosana, Graciela, Fernando e Patricia, sanno che i loro avi erano italiani.

Da un atto di matrimonio in loro possesso risulta che i trisnonni, Antonio Marchisio, nato a Spigno nel 1832  e Margherita Colla, a Roccaverano nel 1834, sono convogliati a nozze nel 1855 ed intorno al 1860 sono partiti alla  volta dell'Uruguay dove hanno avuto diversi figli. «I nomi sugli atti di battesimo hanno subito alcune variazioni  – ha spiegato Rosana (che parla bene italiano) –Venivano scritti come li capiva il prete».

La ricerca è poi approdata sui social network. «Sono stato contattato su Facebook da una ragazza uruguaiana, Rosana, che diceva di avere origini spignesi – ha raccontato Agostino Poggio della Pro loco –Quando mi ha detto di aver intenzione di visitare l’Italia insieme a dei parenti, ne ho parlato con il sindaco e li abbiamo invitati a Spigno». E così, in una classica vacanza nel Belpaese, accanto a Roma, Milano, Venezia e Firenze, ha trovato posto anche l’Acquese. Giunti alla stazione di Acqui gli ‘stranieri spignesi’ hanno trovato ad accoglierli l’abbraccio di Agostino Poggio che li ha portati nel paese natio del proprio avo. Nella piazza del borgo ad attenderli c’erano il sindaco Antonio Visconti e alcuni spignesi incuriositi. Il primo cittadino si è davvero dato da fare. Ha organizzato una visita guidata per le bellezze del patrimonio cittadino (castello, Abbazia San Quintino, Sant’Ambrogio e ponte San Rocco) e poi ha accompagnato il gruppo alla volta di Roccaverano sede dell’unico documento ufficiale. La visita alla chiesa di Santa Maria Annunziata è stata commovente: i luoghi sacri rimangono immutati (o quasi) nel tempo e le menti dei viaggiatori sono tornate al 2 dicembre 1855 quando due ‘sconosciuti’ hanno deciso di creare una famiglia e dare inizio ad una storia al di qua e di là dell’oceano.

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