Mercoledì 24 Luglio 2019

Soccorso davanti al Tar: Castellazzo parla del futuro

Il caso I vertici dell’Associazione tranquillizzano abitanti e volontari: ‘Il lavoro prosegue regolarmente’

Soccorso davanti al Tar: Castellazzo parla del futuro

La querelle sull’assegnazione del trasporto sanitario e dell’emergenza finita davanti al Tribunale amministrativo regionale fa discutere.

Castellazzo Soccorso scende in campo, spiega la scelta del ricorso davanti al Tar, e rassicura sul futuro: «Castellazzo Soccorso non trema affatto - si legge in un comunicato -. Tutti gli operatori fanno presente che l’attività sta proseguendo tranquillamente e serenamente, come del resto da ormai circa trent’anni. Tutti i servizi vengono svolti regolarmente e la centrale operativa risponde attivamente a tutte le chiamate al numero 0131-270027, ventiquattro ore su ventiquattro. Le convenzioni in atto con le Aziende Sanitarie Regionali, le Case di Riposo e il servizio 118 sono funzionanti. La forza di Castellazzo Soccorso è, ed è sempre stata - continuano -, la determinazione dei volontari, degli operatori che la compongono e la loro pervicacia nel perseguire quelli che sono gli scopi statutari. Questo indipendentemente da chi la rappresenta ora, e da chi la rappresenterà in futuro. L’associazione intende continuare ad essere, come è sempre stata, un momento di aggregazione dei cittadini che intendono contribuire alla vita e allo sviluppo della collettività, in conformità ai nostri principi statutari.

Pertanto, senza nessun allarme, Castellazzo Soccorso attende fiduciosa l’esito del giudizio del Tar, facendo presente che ha dovuto tutelare l’Associazione per il regolare svolgimento delle attività convenzionali messe in discussione con la Delibera di Giunta Regionale impugnata che pregiudica la nostra attività e, a quanto riteniamo, i nostri diritti. Anche in considerazione della propria struttura di associazione di volontariato, chiarirà la propria posizione anche nei confronti dell’Ispettorato del Lavoro, precisando peraltro che non si ha risultanza degli importi riportati.

Rinnova pubblicamente i ringraziamenti già manifestati per essere stata letteralmente travolta da un’ondata di affetto e di solidarietà».

L’inizio della querelle

La questione era scoppiata lo scorso dicembre, per poi concretizzarsi a inizio 2019 quando era sceso in campo anche il consigliere regionale capogruppo del Pd. «Croce Rossa e Croce Verde saranno contattate, nei prossimi giorni - scrivevamo a inizio febbraio -, per definire una mediazione alternativa all’attuale assegnazione dei servizi di trasporto sanitario di emergenza - urgenza e intraospedaliero, che coinvolga tutti i soggetti che ne hanno titolo». Per superare le criticità e i problemi legati all’applicazione della Delibera di giunta regionale 48, del 30 ottobre 2018, che aveva assegnato, con un bando, i servizi, era dunque intervenuto anche il capogruppo Pd in Regione, con una interrogazione alla Giunta alla luce della situazione di Castellazzo Soccorso, esclusa dall’assegnazione delle postazioni, «che ha ambulanze ferme e cinque dipendenti su nove senza lavoro». «La Giunta aveva risposto che i criteri dell’accordo contenuti nella Dgr 48 sono frutto del lavoro di un gruppo costituito da tutte le rappresentanze del volontariato: Anpas, Coordinamento Misericordie, Sogit Croce San Giovanni, Croce Rossa Italiana e Aresa (di cui fa parte Castellazzo Soccorso, ndr). È stato spiegato che, come è successo per Alessandria, la possibilità di aggregare Croce Rossa e Croce Verde in associazioni temporanee di scopo è previsto dall’articolo 4 dell’accordo». Per il caso specifico, però, la Giunta aveva coinvolto anche l’azienda ospedaliera di Alessandria. «Insieme verificheranno tutte le procedure effettuate per valutare la congruità dell’assegnazione. Il fatto più significativo - aveva insistito il consigliere regionale - è, però, il tentativo di mediazione».

Al momento, l’unica certezza è che si è in attesa della decisione del Tar. Una decisione che potrebbe arrivare tra qualche settimana.

M.Ga.

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