Martedì 05 Luglio 2022

Economia

Bio Distretto Suol d'Aleramo: "Al fianco delle aziende ecosostenibili"

L'ente territoriale raggruppa quattro unioni montane di Acquese e Ovadese

Bio Distretto Suol d'Aleramo: "Al fianco delle aziende ecosostenibili"

PONTI - Dopo due anni di inattività - dovuti alla scomparsa dell’ex presidente Giuseppe Panaro, sindaco di Castelletto d’Erro  - il Bio Distretto Suol d’Aleramo vuole ora ripartire per portare a compimento gli obiettivi prefissati. Lo scorso febbraio sono stati eletti i 16 membri del nuovo Consiglio direttivo, che ha nominato come nuovo presidente Matteo Monti, sindaco di Montechiaro d’Acqui, e Francesco Nicolotti, sindaco di Malvicino, come suo vice.

«Il nostro ente - spiega Monti - unisce una trentina di Comuni tra Acquese e Ovadese compresi in quattro diverse Unioni Montane: “Alto Monferrato Aleramico”, “Suol d’Aleramo”, “Tra Langa ed Alto Monferrato” e “Dal Tobbio al Colma”. Per certi versi possiamo considerarlo un territorio “vergine”, dove c’è un gran bisogno di contributi per dare supporto alle attività produttive presenti». Tra le finalità del Bio Distretto rientra in primis la necessità di «creare nuove sinergie tra aziende agricole e non agricole che perseguano pratiche biologiche ed ecosostenibili, e indirizzare su questa strada le realtà produttive. Dobbiamo favorire quelle filiere ’bio’ in grado di valorizzare i nostri territori e attirare flussi turistici».

Garantire una migliore qualità della vita e del benessere psicofisico facendo sistema, questo il 'motto' del nuovo corso del Bio Distretto Suol d'Aleramo. «Prima di parlare di programmi, però, sarà necessario disciplinare l'ente in Regione, così da avere il riconoscimento delle istituzioni e poter partecipare ai bandi, anche a quelli indetti dall'Ue», sottolinea Monti,

Formaggette, miele, salumi, fragole, nocciole, zafferano, sono tra i prodotti tipici locali che il Bio Distretto intende valorizzare, «ma sul territorio abbiamo anche altri tipi di coltivazioni che meritano di essere riscoperte. Castagne e mandorle, ad esempio, prodotti tipici di Malvicino», commenta Francesco Nicolotti. Per garantire un futuro al Bio Distretto e all'economia del territorio sarà di primaria importanza il sostegno anche ai giovani imprenditori. Malvicino, di cui Nicolotti è sindaco, è il Comune più piccolo tra le quattro unioni montane, «ma posso dire che anche nel nostro paese ci sono giovani imprenditori che hanno deciso di portare avanti o di reinventare l'attività ereditata dai genitori. C'è Elisa, ad esempio, che dopo avere lasciato il paese è tornata per avviare un laboratorio di pasticceria, rilevando quello che prima era il laboratorio di formaggette dei genitori. E poi abbiamo Greta, una ragazza poco più che ventenne che sta conducendo il mini market di famiglia. Credo che biologico ed ecosostenibile significhi anche questo, ovvero andare alla riscoperta delle vecchie tradizioni e rigenerarle con idee nuove e progetti validi».

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