Sabato 31 Luglio 2021

Politica

Italia Viva Acqui dice la sua sui vaccini dei ragazzi

Dopo l’accordo con i Pediatri manca la delibera regionale attuativa 

Italia Viva Acqui dice la sua sui vaccini dei ragazzi

ACQUI TERME - Il Comitato acquese di Italia Viva interviene su una questione particolarmente spinosa. «L’uso dei vaccini anti Covid a RNA messaggero è ormai stato autorizzato sia dall’EMA (Agenzia europea), sia dall’AIFA (Agenzia italiana) anche per la fascia di età 12-15 anni – spiegano - I dati scientifici a nostra disposizione dimostrano un buon profilo di sicurezza e di efficacia. Ciascun genitore, vogliamo sperare sulla base di corrette informazioni scientifiche, deciderà se usufruire o meno di questa possibilità per i propri figli. Da una parte chi sostiene che comunque l’infezione da Sars Cov 2 nei giovani non è pericolosa (si sono comunque verificati una trentina di decessi), dall’altra chi sostiene la necessità di vaccinare anche gli adolescenti perché non diventino un serbatoio del virus, permettendo così di continuare a contagiare e facilitando l’insorgenza di nuove, pericolose varianti. Sta di fatto che tutti i dati concordano che attualmente tra i contagiati è aumentata a dismisura la percentuale di soggetti in giovane età (precedentemente fascia del tutto minoritaria), proprio perché non vaccinati».

Riferiscono gli istanti che il 15 aprile scorso i Pediatri di famiglia, sulla base di un Protocollo Nazionale firmato già a marzo, avrebbero concluso un accordo con la Regione Piemonte per vaccinare i propri giovani pazienti. «L’idea dei Pediatri era di incominciare a vaccinare appena possibile, in modo da completare la fascia di età 12-15 anni prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, nella consapevolezza che sia assolutamente da evitare un terzo anno scolastico passato come i due precedenti» continuano. 

Si attende, però, da allora una delibera attuativa che possa dare il la alla distribuzione delle dosi, e nonostante le ripetute sollecitazioni il provvedimento tarda ad arrivare. «E intanto giovani vite, soprattutto in presenza di importanti fattori di rischio quali diabete giovanile, cardiopatie, eccesso ponderale, aspettano di essere protette» stigmatizzano i renziani che accusano, tra l’altro, eccessiva macchinosità dei percorsi sanitari, indifferenza sul tema vaccinale ‘12-15’ da parte del Governatore Alberto Cirio e l’Assessore Luigi Icardi, scarsa considerazione professionale dei Medici di Medicina generale e Pediatri di libera scelta ed sottovalutazione degli effetti psicologici della pandemia sui ragazzi. 

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