Lunedì 23 Maggio 2022

Acqui Terme

Cavallero (Pd): "Disastro Avim, i responsabili si ricandidano tutti"

"Passa il tempo e il danno per il Comune aumenta. E pagano i cittadini..."

Avim, arriva il fallimento in proprio

L'ex caseificio Merlo fa parte del patrimonio Avim

ACQUI TERME - Il coordinatore del Circolo acquese del Partito Democratico, Ezio Cavallero, torna sulla questione Avim, la società costituita nel 2008 dall'allora sindaco Danilo Rapetti per cartolarizzare alcuni beni comunali. Avim avrebbe dovuto procedere all’alienazione dei beni trasferiti rimborsando i mutui in precedenza accesi e remunerando così il Comune di Acqui Terme. Tuttavia, da tempo la società versa in una grave crisi finanziaria: a fronte di passività pari a oltre 3.600.000 euro, gli immobili attualmente, dopo una serie di svalutazioni, sono valutati a 1.700.000 euro.

"Le perdite continuano a crescere"

«Pare che il Comune di Acqui - scrive in una nota Cavallero - non sia stato riconosciuto dal Giudice Delegato del Tribunale di Alessandria nel fallimento Avim quale creditore per la gran parte delle somme richieste. A questa decisione del Tribunale pare che il Comune abbia fatto opposizione. Tradotto in parole povere, il disastro finanziario conseguente al fallimento Avim cresce e chi paga sono i cittadini di Acqui Terme. Siamo già intervenuti altre due volte su questa questione e man mano che passa il tempo il danno per il Comune aumenta».
Nel comunicato diramato Cavallero sottolinea poi come «all’atto del trasferimento, comprensivo dell’ex Tribunale, il valore dichiarato, sulla base del quale si è attivato il prestito bancario, ammontava a 7.893.000 euro. Oggi il valore degli immobili, così come riportato sul bilancio Avim, esercizio 2019, è pari a 1.683.410 euro (1.709.220,00 se si prende a riferimento la perizia Barisone). Dal trasferimento dei beni ad oggi sono stati incassati per vendita di immobili 1.863.887 euro. Perdita di valore, detratto quanto venduto, 4.345.703,00 euro (perdita euro 4.319.893,00 se si considera l’ultima perizia). Poi bisogna vedere l’effettivo incasso all’atto di vendita che, essendo un’asta, sarà sicuramente molto meno, quindi con ulteriore incremento della perdita».

"Loro sono i responsabili..."

«Questa perdita di valore - aggiunge il coordinatore del circolo del Pd - ammontante almeno a 4.345.703 euro, la pagano nella sostanza i cittadini di Acqui Terme. Ma non è tutto, a ciò vanno aggiunti i debiti dichiarati (57.683 euro e anticipo al Comune di Acqui Terme euro 714.822,87) e l’accantonamento per perdite della società A.V.IM. s.r.l. effettuato dal Comune per euro 407.371,00. I costi di gestioni degli immobili dal 2008/9 ad oggi e gli interessi pagati all’istituto di credito, oltre a quello che non si sa. Il conto completo non lo avremo nemmeno a fallimento definito. Questo il danno ai cittadini di Acqui Terme conseguente ad una decisione scellerata dell’Amministrazione del Sindaco Danilo Rapetti, perpetuata fino ad oggi dalle Amministrazioni Bertero, vicesindaco Roso, e Lucchini, naturalmente con gradi differenti di responsabilità. I responsabili politici di questo disastro finanziario - conclude Cavallero - si ripresentano tutti come candidati a Sindaco o a sostegno di candidato a Sindaco alle prossime elezioni comunali».

EDICOLA DIGITALE

sfoglia

abbonati

Le notizie più lette

La tragedia

Pontestura in lutto: muore mamma di 41 anni

18 Maggio 2022 ore 15:57
.