Lunedì 23 Maggio 2022

Politica

Consiglio comunale: il debito della Servato e le dimissioni di Benzi

Contestazione di incompatibilità alla carica per la consigliera dei 'Cinque Stelle'. Cerrutti al posto di Benzi

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ACQUI TERME - Un consigliere dimissionario “per situazioni debitorie”, un’altra che per motivi analoghi potrebbe trovarsi costretta a cedere il posto. Nel corso dell'ultimo Consiglio comunale a Palazzo Levi uno dei punti inevitabilmente più discussi è stata la contestazione di incompatibilità alla carica che vede come destinataria la consigliera di maggioranza Sonia Servato.

"La consigliera avrebbe dovuto agire per tempo"

Dopo la surroga del dimissionario Mauro Benzi, altro membro del Consiglio in quota ‘pentastellata’, sostituito da Nadia Cerretti (in base alle preferenze ottenute il posto vacante sarebbe spettato a Laura Casati, che ha però declinato), i colleghi chiamati a rappresentare i propri elettori si sono trovati a dibattere su una situazione di cui, come da lei stessa dichiarato, la presidente del Consiglio Elena Trentini sarebbe venuta a conoscenza solo lo scorso 4 marzo, a seguito di una verifica sui requisiti di compatibilità avviata per tutti i consiglieri dal segretario comunale Comaschi. Dai controlli effettuati è emerso un debito liquido maturato dalla Servato nei confronti del Comune, notificato a fine 2019.

«Il consiglio comunale è l’organo di rappresentanza dei cittadini - ha sottolineato Carlo De Lorenzi, consigliere del Pd - eppure siamo venuti a conoscenza di questa situazione, spiacevole sia per la maggioranza che per l’opposizione, solo all’apertura della buste di convocazione per questa seduta. Di certo non è un provvedimento facile da prendere, ma i cittadini hanno il diritto di sapere perché esce di scena un rappresentante eletto. Ritengo che in questa vicenda non sia stato dato il giusto risalto al ruolo del Consiglio, e credo anche che la consigliera avrebbe dovuto fare a tempo debito ciò che andava fatto per toglierci tutti da questo imbarazzo».

Ma come è possibile che siano passati più di due anni dalla notifica al procedimento avviato dal Comune? «Evidentemente - ha dichiarato la Trentini - negli uffici della Ragioneria è stata fatta confusione sui nomi. Non sempre a un cognome viene associato il ruolo di consigliere. A ogni modo anche noi avremmo preferito sapere di questa situazione molto prima».
A far data dalla contestazione di incompatibilità, Sonia Servato - che al momento preferisce non rilasciare dichiarazioni - ha dieci giorni di tempo per presentare osservazioni in merito oppure regolarizzare la propria posizione, in caso contrario scatterà l’esonero dal ruolo di consigliere eletto.

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