Lunedì 24 Gennaio 2022

Bistagno

Vallegra: "Per i nostri boschi nessun divieto"

"Se si vede una carcassa di cinghiale non ci si deve avvicinare e bisogna segnalarla subito"

Il proprietario di un fondo protesta, sentiero 500 modificato

BISTAGNO - Divieto di caccia, di escursionismo e di cerca di funghi o tartufi, è questa la misura governativa per arginare la peste suina nei boschi a confine tra Piemonte e Liguria della provincia di Alessandria. La notizia è balzata sui social network accendendo comprensibile preoccupazione. "E’ una situazione particolare, nuova, che non conosco – spiega il sindaco di Bistagno, Roberto Vallegra - Per questo mi sono documentato ed informato presso i tecnici della Regione e presso i veterinari dell’Asl di Acqui Terme. Bistagno non è nella zona a rischio o ‘rossa’ come la si vuol chiamare. Quindi, al momento, non c’è nessun divieto di accedere ai sentieri del nostro comune".
L’amministrazione locale ha investito molto nel turismo en plein air e si prende cura dei tanti sentieri del circondario messi quotidianamente a disposizione di camminatori e amanti della mountain bike. "Alcuni chiarimenti: la Peste suina non è una nociva e pericolosa per l’uomo – continua – Di questo ho già informato la popolazione, anche attraverso i social, ma resta nonostante tutto la raccomandazione: se si vede una carcassa di cinghiale non ci si deve avvicinare e bisogna segnalarla subito. Avremo cura noi di attivare le persone preposte a fare le analisi del caso. Al momento, però, posso dire che i sentieri di Bistagno sono ‘free’".

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