Sabato 31 Luglio 2021

Società

Discoteche mobili: "A noi servirà ancora un anno per ripartire"

Francesca Cavanna (Vr Audio Service): «Feste e ‘leve’ sono state bandite perché eventi da assembramento»

Discoteche mobili: "A noi servirà ancora un anno per ripartire"

ACQUI TERME - Dal primo luglio riapriranno le discoteche, prime a chiudere il 23 febbraio 2020, le ultime a ripartire dopo 15 mesi di stop. Disposizioni per l’accesso stringenti e gestori in versione ‘sceriffo’: richiesti Green pass o tamponi negativi nelle 36 ore precedenti. Mascherina per chi balla al chiuso (dove la concentrazione sarà contingentata in virtù della metratura), senza, ma vicino ai tavoli, per i locali all’aperto. Una ripartenza zoppa, ma meglio di niente, dice qualcuno. Chi invece rimane ancora al palo sono le discoteche mobili, quelle che, soprattutto nelle nostre zone, d’estate organizzano eventi corali nelle piazze dei paesi affollate di giovani. «Le feste e le ‘leve’ sono state bandite perché eventi da assembramento. Tanti Comuni, come l’anno scorso, hanno annullato gli appuntamenti o stanno fantasticando su soluzioni alternative – ci spiega Francesca Cavanna della VR Audio Service di Acqui – Ma la discoteca mobile è frequentata da ragazzi giovanissimi che dalla campagna vaccinale sono stati appena toccati; per noi ci vorrà ancora un anno per la ripartenza».

Nel frattempo la ditta ‘tira a campare’ con noleggi di audio e luci agli eventi live, cinema all’aperto o drive-in. «E poi c’è la ‘finta disco’ degli aperitivi nei locali alla moda dove si può ballare ma seduti al tavolo – continua – Un fenomeno, molto diffuso, che purtroppo sta alimentando il lavoro in nero di tanti dj improvvisati, sicuramente economici, ma senza professionalità»

Sul fronte dei controlli però c’è qualche dubbio: al riparo delle mura delle discoteche, sarà veramente possibile vigilare sul comportamento anti-contagio degli avventori (con la variabile alcolica) o la movida estiva sarà più che altro una zona franca? «Forse era il caso di attendere ancora un po’ prima di ripartire, magari dopo una vaccinazione diffusa tra i ragazzi – conclude Francesca Cavanna –  Come siamo fermi noi, potevano esserlo anche gli altri. Abbiamo tutti famiglia, ma la discoteca è qualcosa di diverso di due ‘finti giovani’ che si muovono con un drink in mano, giusto per fare un selfie da postare sui social». 

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