Mercoledì 04 Agosto 2021

L'intervista

Malvicino, ecco come si amministra un Comune di 82 abitanti

Intervista a Francesco Nicolotti, sindaco del comune dell'Acquese con meno abitanti

Malvicino, ecco come si amministra un Comune di 82 abitanti

MALVICINO - Il Comune di Malvicino, oggi conta 82 abitanti sparsi in un territorio che comprende il concentrico e le frazioni Alberghina, Bric della Vite, Fonda, Gelati, Gramonda, Isola Buona, Laiazzo, Marelli, Pian Gallina, Prazzini, Pronetto, Redimuncè, Saliceto. Com’è amministrare una piccola comunità? Lo abbiamo chiesto al sindaco Francesco Nicolotti, classe 44, oggi in pensione, al suo secondo mandato.

Sindaco, qual è l'età media dei malvicinesi?
62/63 anni, tantissimi però hanno più di 70. Pensi che in Consiglio comunale, di undici persone, solo 4 sono ancora in attività; gli altri (molti sopra la settantina) sono pensionati. E’ così nei piccoli Comuni: chi ha tempo si prende cura del paese. Mica me l’ha ordinato il medico di fare il sindaco! E come me la pensano gli altri consiglieri-amministratori.

Come si gestisce un piccolo Comune?
Mica amministrando soldi, ma dandosi da fare. Se c’è da tagliare l’erba, una parte diventa un appalto, la restante viene tagliata da noi. Nessuno percepisce un compenso e ciascuno ha il compito di seguire i lavori (pagati dai bandi cui si partecipa) che vengono svolti nella sua frazione. Chi pensa di salvare il bilancio dello Stato radendo al suolo i nostri Municipi non vive la realtà. I nostri Comuni sono virtuosi, i bilanci in attivo e i servizi alla popolazione vengono sempre forniti. Con le Unioni non hanno inventato niente di nuovo: le funzioni ufficio tecnico, anagrafe, ragioneria e polizia locale erano già in convenzione con i paesi vicini. Funzioniamo senza personale comunale. Ma se cancellano i piccoli comuni pensano che quei servizi non dovranno più fornirli? Non siamo un costo ma una risorsa. Qualche anno fa, a spese del Comune (mille euro l’anno), siamo riusciti anche ad ottenere una corsa in bus alla settimana da e per il mercato acquese. Dimenticavo: facciamo anche gli attacchini, informando i residenti con gli avvisi (altro che internet!).

Non ci sono giovani a Malvicino?
Pochi, anche se qualcuno sta tornando. Abbiamo diverse attività produttive: un caseificio, un’azienda agricola, un minimarket con bar, una ditta che si occupa di sfalcio e potature, una cava per estrazioni di pietrisco ed una pasticceria. I bambini in paese sono solo tre, due femminucce ed un maschietto. Però cominciano ad arrivare gli stranieri. Recentemente si è trasferito da noi un docente universitario olandese.

Progetti per il futuro?
Abbiamo intenzione di trasformare il campo sportivo in un area sosta per i camper. Nove stalli dotati di tutto, acqua, luce e scarico per le acque nere, gestito dalla Pro loco. Ci saranno anche le colonne per la ricarica delle e-bike. Malvicino è immerso nel verde, a 20 km da Acqui a 35 dal mare. Siamo appetibili e non ci rassegniamo all’isolamento

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