Mercoledì 12 Maggio 2021

Acqui Terme

Protezione civile, sostegno Covid e non solo

Torielli: "In arrivo un'emergenza abitativa"

Protezione civile, sostegno Covid e non solo

ACQUI TERME - Li vediamo ovunque: nei centri vaccinali, sui mezzi che prestano assistenza, o impegnati a pulire e sistemare punti sensibili della città. I volontari della Protezione civile di Acqui Terme sono da un anno gli angeli custodi di chi è toccato dal Covid. «Oggi prestiamo assistenza ai soggetti positivi che sono in quarantena domiciliare – riferisce il presidente Lorenzo Torielli –Facciamo di tutto: portiamo da mangiare, facciamo la spesa, acquistiamo i farmaci, curiamo i trasferimenti per fare il tampone, cure in ospedale o vaccini. Servizi anche semplici come buttare l’immondizia o portare a fare i bisogni il cane di chi è costretto in casa. Abbiamo anche pulito e sanificato i parchi giochi per bambini».

Quindi siete assorbiti dalla questione Covid.«Siamo presenti, però, anche in altri settori di impiego. Ad esempio nel sociale –risponde l’intervistato – Aiutiamo la mensa della Fraternità della Caritas portando da mangiare alle famiglie bisognose. 170 pasti al giorno da consegnare a persone disperate, italiani e stranieri, che oggi non hanno entrate. Consegniamo anche 90 pacchi spesa a nuclei familiari in difficoltà seguiti dagli enti assistenziali».

Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione tra Servizi sociali Asl, Comune, Asca, Caritas e Crescereinsieme per fare il punto sul livello di povertà. «Con il prossimo sblocco degli sfratti ci sarà probabilmente un aumento delle persone senza una casa – riferisce Torielli - Un’emergenza abitativa non da poco. Si stanno monitorando numerose famiglie che non pagano l’affitto dall’inizio della pandemia e presto verranno ‘buttate’ in strada».

La crisi ha portato anche nella cittadina acquese un fenomeno prima sconosciuto. Sotto i portici del centro o sulle panchine della zona stazione ci sono tre ‘senzatetto’ che per le esigenze primarie, un riparo, del cibo e servizi, vengono portati al centro Caritas di Alessandria. Poi comunque ritornano ad Acqui perché, si sa, la gente di paese è più generosa e prodiga di cibo e spiccioli.

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