Giovedì 25 Febbraio 2021

Cassine

Ruben e la sua azienda "particolare": "Con i lombrichi un ciclo tutto bio"

'Il lombrico infinito' è l'azienda cassinese che cerca partnership con gli enti locali

Ruben e la sua azienda "particolare": "Con i lombrichi un ciclo a tutto 'bio'"

CASSINE - Ruben lavora per una multinazionale della gomma-plastica ma si definisce un ecologista convinto, uno che sogna un mondo sempre più “green”, un mondo in cui “riciclo” e “biologico” siano le vere parole d'ordine, anche a livello industriale. All'inizio quasi per hobby ma via via con sempre maggiore impegno e conoscenza negli ultimi anni Ruben è diventato un vero esperto di lombricoltura, riuscendo a tramutare questa particolare passione in una vera e propria attività. «I lombrichi sono un po' come le api, perché come loro stanno pagando le conseguenze dell'agricoltura intensiva. Basti pensare che se fino agli anni '70 si contavano in media 2 milioni di lombrichi per ettaro di terreno oggi se ne contano a malapena 200mila».

Nel 2019 Ruben Gemme, novese trapiantato a Cassine, ha avviato 'Il lombrico infinto', la sua azienda a conduzione famigliare. «All'inizio mi ero prefissato 5 anni di investimenti – spiega - ma devo dire che oggi sono già a buon punto, tanto è vero che ho già ammortizzato le spese iniziali». A coloro che condividono la sua stessa passione e che come lui vorrebbero farne un lavoro, Ruben consiglia «pazienza e studio. Bisogna “mettere mano” nella quotidianità del ciclo vitale dei lombrichi, perché li si impara a conoscere solo con il tempo e l'osservazione diretta». E ora gli anellidi Ruben li conosce davvero a fondo: «Alleviamo e vendiamo i Lombrichi Eisenia Fetida, detti volgarmente Rosso Californiano, e gli Andrei, entrambi ideali per il compostaggio. Abbiamo, però, anche lombrichi per la pesca sportiva». Oltre ad allevare e vendere lombrichi, Gemme fornisce ai propri clienti anche lombricompostiere, lettiere già avviate per futuri allevatori e kit per la trasformazione dei bidoni per l'autoproduzione delle compostiere, «per l'humus, invece, devo ancora avviare le pratiche per ottenere le autorizzazioni necessarie alla vendita». Per legge, infatti, l'azienda che produce humus deve essere iscritta al registro nazionale dei produttori di fertilizzanti e deve aver registrato il proprio prodotto specificando il tipo di letame usato per il vermicompost o la miscela utilizzata con le relative percentuali.

Ruben Gemme è anche riuscito a stringere un accordo con Econet per il riutilizzo dei bidoni dismessi (da 240 e 1100 litri) per la loro trasformazione in lombricompostiere. Ma si può vivere di sola lombricoltura? «Io invito tutti a diffidare di chi vende “fumo”. A meno che alle spalle non si abbiano grandi possibilità di investimento – sottolinea Ruben - i primi veri guadagni di certi non si possono vedere nel breve termine. Inizialmente bisogna anche mettere in conto qualche errore d'inesperienza». L'azienda cassinese supporta attivamente diversi agricoltori e allevatori della zona, «già da tempo, ad esempio, abbiamo avviato una stretta collaborazione con il maneggio 'Ca' del Rio' di Gavonata per la trasformazione in humus del loro letame equino».

Il progetto
In collaborazione con LombricolturaClandestina, Ruben Gemme ha anche avviato il progetto ecosostenibile 'Il Ciclo del Lombrico', che si prefigge di diffondere l’utilizzo di lombricompostiere costruite con materiali riciclati, «sia in ambito domestico che pubblico. diffondendo nelle scuole, nelle associazioni ambientaliste e tra i privati cittadini l’etica di un riciclo utile dei nostri scarti, favorendo così un 'loop' infinito che accresca la popolazione dei Lombrichi e aumenti la produzione di sostanze ricche, organiche e naturali a beneficio dalla nostra madre Terra». A tale proposito, Ruben è in cerca di nuove partenership con gli enti comunali, «così da innescare un “passaparola” che porterebbe vantaggi in termini economici sia alle amministrazioni locali che ai cittadini stessi». Nel 2019 'Il ciclo del lombrico' ha coinvolto le scuole elementari di Rivalta e Cassine e gli orti per anziani di Alessandria, «Promuovendo questo progetto, che conta della sponsorizzazione dell'azienda TetraPak di Sezzadio, sproniamo Comuni e le associazioni Locali, a farsi virtuosi e responsabili per le generazioni future».

 

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