Martedì 22 Settembre 2020

Il caso

Lavori pubblici: il potere dei social (e dell’ironia)

Lavori pubblici: il potere dei social (e dell’ironia)

Nel maggio scorso in via Pascoli ad Acqui Terme si è aperta una voragine al centro della carreggiata. Al passaggio di un mezzo pesante, il manto bituminoso ha ceduto ed il camion fortunatamente è rimasto in bilico senza particolari danni. Diversa sorte invece per la strada che, comprensibilmente, è stata transennata ed interdetta al traffico in attesa di interventi.

Via Pascoli è una zona residenziale in collina. «Ricordo ancora quanto era strada privata non ancora asfaltata – ci spiega una residente – Quando pioveva l’acqua piovana scorreva in un fosso laterale. Poi hanno steso il manto asfaltato, intubato le acque reflue e posizionato le grate. Dopo diversi anni sulla strada sono cominciati a comparire i primi cedimenti, avvallamenti, buche e transitare per quella via, tale è la pendenza, è diventato sempre più pericoloso». L’accumulo di detriti, forse a causa della scarsa manutenzione dei chiusini, ha fatto sì che l’acqua piovana per scorrere seguisse ‘vie alternative’, erodendo il materiale di assestamento sotto la lingua bituminosa. Dopo anni di dilavamento inesorabile, alimentato anche da probabili perdite all’impianto idrico a monte, il cedimento strutturale.

«Il Comune è sempre stato avvertito della situazione – continua l’intervistata – i cantonieri comunali si sono limitati a posare dei ‘tacconi’ che invece di risolvere il problema lo aggravavano rendendo ulteriormente sconnesso il fondo. Sistematicamente, dopo 15 giorni dai lavori, a fianco al buco chiuso se ne apriva un altro. Alla fine hanno chiuso la strada e ci hanno costretto a fare giri improponibili per raggiungere casa. Pensi c’è un condominio che non può più accedere ai propri garage». Le chiamate a vigili e Comune dei mesi scorsi, non hanno sortito effetti. Poi un residente disilluso ha deciso di scrivere all’incipit della strada, proprio davanti la transenna che impediva l’accesso, ‘Via Gruviera’, memento ironico rivolto al governo bollente. Poco dopo un passante ha scattato una foto e ha pubblicato la scritta dall’amaro sarcasmo sui social network. La risposta degli utenti acquesi è stata virale; tanti i commenti aspri e le invettive rivolte a Palazzo Levi reo, recentemente, di aver investito copiose risorse per installare delle discutibili panchine in centro. Coincidenza, ieri i tecnici comunali e gli operai di una ditta hanno iniziato lavori di rimozione del manto asfaltato per risolvere il problema, si spera una volta per tutte. Dove non arriva il buon senso, arrivano i social?

 

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