Sabato 04 Luglio 2020

Acqui Terme

Piscina chiusa, ricettacolo di zanzare: «Svuotarla non basta»

La biologa Luciana Rigardo spiega quali sono gli interventi più efficaci

Piscinai chiusa, ricettacolo di zanzare: «Svuotarla non basta»

ACQUI TERME - La lamentela degli acquesi si leva in primis per la la chiusura balneare della grande piscina di zona Bagni e poi perché l’acqua stagnante, con l’arrivo del caldo, ha generato un nugolo di zanzare. «È  una cosa naturale – ci spiega la biologa Luciana Rigardo – Sono anni che si cerca di sensibilizzare i cittadini a non lasciare contenitori di acqua stagnante in quanto agevolano la riproduzione di molti insetti tra i quali diverse specie di zanzare». Spiega la scienziata acquese che nel nord Italia sono insediate diverse specie anche pericolose. Ad esempio la Culex Pipiens che può trasmettere diverse zoonosi come la Usutu e la West Line, o la ormai nota zanzara tigre, vettore dell’Arbovirus e la zanzara egiziana per il contagio di febbre gialla, Dengue, Zika e Chikununia. «A questa si aggiunga una specie arrivata dall’oriente, l’Aedes Koreicus, pericolosa perchè nell’uomo può trasmettere l’encefalite giapponese e nei cani la dilofilariosi – continua – Per questo è importante fare prevenzione per limitare la loro proliferazione».

Cosa fare? «Evitare di creare acque stagnanti, rimuovere sottovasi, moderare l’irrigazione automatica – elenca l’esperta – o fare trattamenti dove l’acqua è inevitabilmente presente, ad esempio nei tombini». La battaglia può essere giocata su due terreni, sia chimica sia naturale. «Per chi preferisse un approccio bio, in commercio sono presenti trattamenti adulticidi a base di olio di aglio da spruzzare su prati e siepi. O utilizzare trappole o aspiratori a feromoni» continua la Rigardo.

E per la grande piscina? «In uno specchio così grande, svuotare le vasche non risolverebbe il problema; basterebbe un dito di acqua, magari piovana, per far proliferare diversi insetti a ciclo acquatico. Sarebbe più efficiente un larvicida biologico a base di un bacillo che impedisce il passaggio dalla larva alla pupa. Meglio ancora una barriera fisica, ad esempio un prodotto al silicone che crea un film sulla superficie dell’acqua ed impedisce lo sfarfallamento».

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