Lunedì 13 Luglio 2020

Acqui Terme

Albergatori: «Terme? Proprietà e Comune devono collaborare»

«Abbiamo chiesto la riapertura anticipata degli impianti, unico modo per salvare una parte di stagione»

Riunione sulle Terme senza il Comune: «Nessuno ci ha avvisato»

ACQUI TERME - Nella giornata di oggi, martedì 9, a Palazzo Levi si tiene l'ennesima Commissione Terme. Assodato che la proprietà non ha alcuna intenzione di riaprire i cancelli della piscina dei Bagni, tra le ipotesi sul tavolo la concessione a terzi della gestione dell'impianto per tutta l'estate. Da oltre due mesi un noto imprenditore locale ha già dato la propria disponibilità, garantendo la riapertura nel giro di due o tre settimane.

Gli albergatori acquesi, intanto, nel corso della riunione della scorsa settimana hanno chiesto alla procuratrice delegata da Terme Spa di farsi ambasciatrice di una loro precisa richiesta: anticipare l'apertura degli stabilimenti curativi al mese di agosto, «in questo modo, forse, potremo salvare almeno in parte la stagione – commenta Ivo Tavella, gestore dell'albergo 'Belvedere' – In questo momento c'è bisogno che il Comune e i privati collaborino per trovare una soluzione praticabile. La mediazione è l'unica soluzione. Anche la Regione dovrebbe fare la sua parte, perché a noi albergatori non rimane molto tempo. Perdere anche i prossimi tre mesi significa che nel 2021 dovremo ripartire praticamente da zero». Aprile e maggio sono passati, «e giugno per noi è il mese “caldo”, perché è quello in cui di solito ad Acqui iniziano a vedersi i primi flussi turistici di un certa consistenza. Considerato che anche questo mese è da ritenersi ormai perduto, speriamo che almeno tra luglio e agosto qualcosa in questo senso si muova». Sono parecchie, infatti, le strutture ricettive locali che ricavano gran parte del proprio fatturato dal turismo termale estivo e autunnale. «Lo scontro non serve a nulla, bisogna agire intelligentemente. Purtroppo - continua Tavella - oggi si pagano anche gli errori di ieri. Ritengo, infatti, che certe situazioni si sarebbero potute gestire in maniera più responsabile, senza lasciare che l'acquisizione degli impianti termali procedesse quasi per inerzia, diciamo così...».

Tanti, quasi tutti, gli alberghi cittadini che ancora non hanno riaperto i battenti. «Purtroppo non ci sono le condizioni minime necessarie – spiega Marco Pincetti, vice presidente degli Albergatori Acquesi – Per il nostro settore è indispensabile che anche tra la gente non ci sia più paura. La voglia di riaprire è davvero tanta, ma ormai la stagione per la maggior parte degli operatori è compromessa».

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