Lunedì 16 Dicembre 2019

Acqui Terme

Acqui ha deciso di agire "con il cuore"

Acqui ha deciso di agire "con il cuore"

ACQUI TERME - Grande partecipazione di pubblico al Grande Hotel Nuove Terme per la serata organizzata dal Comune, insieme a FormInLife, Centro Medico 75 e dal Lions Club Acqui e Colline Acquesi, sulla “catena della sopravvivenza”, la prassi da seguire in caso di emergenza. L’occasione è stata anche utile alla presentazione del progetto ‘Area cardio protetta’. «Acqui Terme ha poco meno di 20mila abitanti e, secondo le statistiche, 20 di loro sono destinati, ogni anno, ad essere colpiti da un arresto cardiaco: un cittadino ogni 15 giorni»  hanno informato durante la concione

Subito dopo l’insediamento l’amministrazione, di concerto con privati e terzo settore, hanno iniziato a dotare la città bollente di defibrillatori facendo della città una ‘zona cardioprotetta’. «La loro diffusione è importante tanto quanto conoscere l’esistenza di questa rete di dispositivi – ha spiegato il sindaco Lorenzo Lucchini -  Tutti i soggetti coinvolti hanno fatto squadra per diffondere, anche nelle scuole, i concetti della cultura di emergenza cardiologica».

Interessanti gli interventi del cardiologo Claudio Russo, Elisabetta Incaminato, presidente dei Lions Acqui e Colline Acquesi, Valentina Pastorino del Centro Medico 75, tutti coinvolti, a vario titolo nell’installazione e mappatura di 31 dispositivi Dae (Defibrillatore semiautomatico).

La parte tecnica di intervento è stata resa fruibile da Forminlife, una associazione composta da infermieri e medici specialisti in emergenza e urgenza. Marco Pappalardo, presidente, Ilaria Varese, Cristina Mannino, Alessandro Fogliati e Michela Cavallotto hanno spiegato e/o raccontato esperienze personali su cosa fare in caso di arresto cardiaco. Interessante la ricostruzione, attimo dopo attimo, di una chiamata al numero unico delle emergenze, 112 e come la stessa venga gestita da parte di un operatore adeguatamente formato.

Per concludere la serata un video con diversi bambini, tra cui i figli degli stessi relatori, «che hanno effettuato le manovre salvavita su manichini molto realistici dimostrando che tutti possono fare la differenza e “agire con consapevolezza” per tentare di rimettere in moto un cuore, fermo, prima che sia troppo tardi» hanno concluso.

 

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