Sabato 17 Agosto 2019

Election Day

Guida al voto: ecco le regole per Europee, Regionali e Comunali

Guida al voto: ecco le regole per Europee, Regionali e Comunali

10 giugno, elezioni amministrative

POLITICA - Domenica, in provincia, si voterà per rinnovare il Parlamento europeo, per eleggere il presidente e i consiglieri della Regione e, anche, per scegliere sindaci e consigli comunali di 139 municipi. Ma quali sono le regole per esprimere il proprio voto su ciascuna delle tre schede? Proviamo a fare un po' di chiarezza.

Innanzitutto, alla chiusura dei seggi, le prime ad essere scrutinate saranno le schede per il Parlamento Europeo. In seguito le operazioni verranno sospese e rinviate alle ore 14 del 27 maggio dove si proseguirà con lo scrutinio del voto regionale. Lo scrutinio delle elezioni comunali avverrà a seguito della chiusura del voto regionale.

Che documenti servono? Per poter votare occorre presentarsi al seggio con la tessera elettorale e con un documento di riconoscimento. Nel caso abbiate perso la tessera elettorale, oppure non ci siano più spazi per la ‘certificazione del voto’, dovete andare all’ufficio elettorale del Comune di residenza, aperto dalle 9 alle 18 nei due giorni antecedenti la data della consultazione e, nel giorno della votazione, per tutta la durata delle operazioni, e quindi dalle 7 alle 23.

Come si vota alle Europee
In generale, per esprimere il vostro voto è sufficiente apporre una croce o altro segno che non renda il vostro voto identificabile, che sia evidente senza essere esagerata, sul contrassegno della lista di vostra scelta. Evitate di fare crocette minuscole che risultano difficili da vedere, così come croci esagerate, ripassate, ed enormi, che possono anche invalidare il vostro voto.
Ci sono però delle differenze tra Europee, Regionali e Amministrative: nel primo caso, il sistema elettorale è proporzionale puro, quindi la lista che prende il 40% di voti prende il 40% dei seggi disponibili. Il voto si esprime tracciando una X su un unico simbolo di partito o di coalizione. Accanto a ogni simbolo si possono scrivere fino a tre cognomi di candidati di quella lista (le cosiddette preferenze). L’indicazione delle preferenze è facoltativa: il voto sarà considerato valido se ci sarà anche il solo voto di lista. Non è permesso il cosiddetto voto disgiunto, cioè votare un partito e contemporaneamente scrivere il cognome di un candidato in un altro partito. Nel caso decidiate di dare due o tre preferenze, devono riguardare candidati di genere diverso. Non si possono votare soltanto uomini, né soltanto donne.

Come si vota alle Regionali
In totale si eleggeranno 50 consiglieri (51 considerando anche il presidente), con il sistema di voto che è in parte proporzionale (40 seggi su base provinciale) e in parte maggioritario (10 seggi assegnati al listino del candidato vincitore). Non è previsto un ballottaggio: il candidato che prenderà anche un solo voto in più degli altri sarà eletto nuovo governatore. La soglia di sbarramento è del 3% ed è previsto il voto disgiunto. Sono quindi possibili queste situazioni: solo un segno tracciato su un simbolo di lista: in questo caso viene assegnato il voto alla lista e al candidato Presidente collegato; un segno tracciato su un simbolo di lista e sul nome di un candidato presidente non collegato alla lista: viene assegnato il voto disgiunto alla lista e al candidato presidente; solo un segno tracciato sul nome di un candidato presidente: viene assegnato il voto al candidato presidente, e poi ripartito tra le diverse liste a sostegno dello stesso. È possibile assegnare una preferenza scrivendo il cognome del candidato consigliere nello spazio di fianco al contrassegno di lista votato. Ovviamente deve essere un candidato di quella lista.

Come si vota alle Comunali
Ogni candidato sindaco è collegato a una singola lista oppure a un gruppo di liste (coalizione). Nei comuni con più di 15mila abitanti si può votare per una lista collegata al candidato sindaco prescelto oppure per una delle liste a lui non collegate, esprimendo in quest’ultimo caso un voto disgiunto. Si può decidere di non indicare alcuna lista, limitandosi ad apporre un segno sul nome di un candidato sindaco o sul riquadro che lo contiene: in questo caso sarà conteggiato solo il voto al candidato sindaco. Se l’elettore mette un segno su una delle liste senza indicare alcun candidato sindaco, il voto si intende dato anche al candidato sindaco collegato alla lista prescelta. Possono essere espresse una o due preferenze, scrivendone i cognomi negli appositi spazi di fianco al simbolo votato, e ovviamente devono essere candidati di quella lista. Devono essere di genere diverso, altrimenti la seconda preferenza non è conteggiata. È eletto sindaco il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi. Nel caso nessuno superi il 50%, si ricorre al ballottaggio tra i due candidati più votati al primo turno.

A proposito di schede bianche e nulle: queste vengono contate, ma non valgono in nessun modo ai fini dell’assegnazione dei seggi. Le schede bianche o nulle valgono solo per la percentuale votanti, quindi possono avere importanza quando c’è un quorum, come nei referendum.

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