Sabato 24 Agosto 2019

Discarica di Sezzadio: ad Acqui c'è chi non ci sta e chiede un incontro con il Sindaco

Il comitato 'Cittadini acquesi per la difesa della falda di Sezzadio' ha chiesto un incontro al sindaco di Acqui Terme Lorenzo Lucchini per avere chiarimenti dopo la risposta del Ministero dell'Ambiente all'interrogazione presentata dagli on. Muroni e Fornaro

Discarica di Sezzadio: ad Acqui c'è chi non ci sta e chiede un incontro con il Sindaco
ACQUI TERME - La risposta del Sottosegretario al Ministero dell'Ambiente Salvatore Micillo all'interrogazione sulla discarica di Sezzadio presentata alla Camera dagli onorevoli Rossella Muroni e Federico Fornaro lo scorso 10 aprile ha lasciato insoddisfatti in tanti tra i membri dei comitati ambientali della Valle Bormida. In particolare ad Acqui Terme c'è chi ora chiede al sindaco Lorenzo Lucchini di farsi portavoce dei malumori dei propri cittadini e di coloro che vedono fortemente minacciata la falda acquifera al di sopra della quale la Riccoboni Holding sta costruendo la discarica destinata allo smaltimento dei rifiuti della ditta 'Grassano' di Predosa.

Attraverso un comunicato, che di seguito riportiamo, il comitato 'Cittadini acquesi per la difesa della falda di Sezzadio' annuncia un incontro con il sindaco Lucchini (in programma venerdì 26) perché chieda conto al Ministro dell'Ambiente Sergio Costa delle rassicurazioni e dell'impegno preso lo scorso novembre durante il confronto con i sindaci e i comitati della Valle Bormida. 

Sono passati alcuni mesi dall’arrivo del ministro dell’ambiente Costa ad Acqui Terme lo scorso novembre. Incontrando sindaci, comitati di base e cittadini schierati contro la discarica di Sezzadio, il Ministro quel giorno aveva detto due cose, molto precise. Tutti quelli che erano presenti se lo ricordano. Forse, però, è meglio scriverle qui, nero su bianco, per tenerle come promemoria. 

Prima di tutto, il ministro si era impegnato ad inviare i tecnici dell’Ispra sul nostro territorio. (...) Con il loro intervento si sarebbe avuta finalmente una valutazione, (si spera) competente approfondita e ampiamente documentata, del rischio che comporta lo stoccaggio di rifiuti speciali immediatamente sopra la zona di ricarica della falda da cui noi Acquesi attingiamo (per ora) acqua potabile e pulita. Rischiare o meno di inquinare una risorsa idrica di cui potrebbero servirsi duecentocinquantamila persone ricordiamoci che non è una cosa normale. Non è questa la normalità che vogliamo. Questa noi la chiameremmo invece pazzia. La seconda promessa che il Ministro aveva fatto a novembre era stata quella di esaminare le procedure formali che hanno portato all’autorizzazione della discarica, per vedere se il super team di avvocati della Riccoboni o gli allora amministratori della cosa pubblica potesse aver commesso qualche errore 

Ecco, di queste due promesse, fatte sei mesi fa, ci ricordiamo in questi giorni. Fino a poche settimane fa, noi cittadini non abbiamo avuto né riscontri, né notizie ufficiali. Il 10 aprile, finalmente, il sottosegretario Salvatore Micillo ha risposto all’interrogazione parlamentare presentata dall'on. Rossella Muroni e illustrata dall'on. Federico Fornaro. Una risposta semplice, che ci stupisce. Il sottosegretario Micillo ci informa infatti che l’Arpa (e non: l’Ispra) grazie a due sopralluoghi (26 e 27 febbraio) ha verificato che i lavori al sito della discarica di Sezzadio si sono svolti «nel rispetto formale delle prescrizioni autorizzative». Bene: per l’ennesima volta abbiamo la certezza che ci avveleneranno, ma nel rispetto delle procedure formali. Sospiro di sollievo collettivo. Sì, perché quello che il sottosegretario Micillo ci dice è che tutto è a posto. Forse il Sottosegretario confonde «a posto» con «legale». Sarà tutto legale, ma non è a posto per niente.

Salvatore Micillo ci ricorda inoltre che «l'area sulla quale insiste il progetto di discarica è inclusa nelle aree di ricarica degli acquiferi profondi e che nella relativa disciplina, per quanto riguarda le discariche di rifiuti non pericolosi, è ammessa la realizzazione o ampliamento di nuovi impianti purché siano garantite maggiori protezioni del terreno e delle acque sotterranee». Tradotto: "è vero, la discarica sarà realizzata sull’area di ricarica della falda da cui bevete, ma si può fare, è legale, la normativa lo consente". Che la normativa in Piemonte fosse suicida l’avevamo già capito. Queste cose, le sapevamo già. Non c’era bisogno di scomodare un Ministro. Scriviamo questo comunicato per ricordare le due promesse che il ministro aveva fatto a novembre e che dopo mesi di silenzio sembrano essere cadute nel vuoto.

Come gruppo di cittadini (e di bevitori di acqua) abbiamo chiesto un incontro al sindaco di Acqui Terme, Lorenzo Lucchini. Faremo a lui le domande che vorremmo fare al ministro Costa, e gli chiederemo di assumersi la responsabilità di mediare tra un gruppo di cittadini arrabbiati e un Ministro, di cui per ora ricordiamo soltanto le parole.


'Cittadini acquesi per la difesa della falda di Sezzadio'

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