Mercoledì 17 Luglio 2019

Discarica di Sezzadio: dopo mesi di silenzio l'ok del Ministero, "ma con misure di protezione"

Mercoledì 10 l'on. Fornaro ha presentato una nuova interrogazione alla Camera sulla discarica di Sezzadio, la risposta del Ministero dell'Ambiente gela le speranze dei comitati della Valle Bormida: "Nell'area è ammessa la realizzazione di nuovi impianti, siano però garantite maggiori protezioni del terreno e delle acque sotterranee"

Discarica di Sezzadio: dopo mesi di silenzio l'ok del Ministero, "ma con misure di protezione"
PROVINCIA - Dopo la visita del Ministro dell'Ambiente Sergio Costa lo scoso novembre ad Acqui Terme per annunciare l'invio, da lì a poco, dei tecnici dell'Ispra “per verificare se vi fossero i presupposti per l’applicazione dell’articolo 191 sul principio di precauzione” a tutela della falda acquifera che alimenta il campo pozzi di Predosa al di sopra della quale da sei mesi sono in corso i lavori per la discarica della Riccoboni Holding, nessuno, da allora, ha avuto più notizie in merito. Nemmeno l'on. Federico Fornaro, che nella giornata di mercoledì 10, dopo quella dello scorso ottobre, ha presentato un'ulteriore interrogazione alla Camera.

La risposta del sottosegretario Micillo lascia ben poche speranze a chi in Valle Bormida riponeva ancora fiducia in un appoggio da parte del Governo. I risultati dei sopralluoghi effettuati a Cascina Borio da Arpa Piemonte il 26 e 27 febbraio, secondo quanto riferito dal Ministero dell'Ambiente, avrebbero infatti evidenziato “che l'attività di predisposizione del cantiere avveniva, al momento del controllo, nel rispetto formale delle prescrizioni autorizzative”. Per quanto riguarda procedure e permessi a Cascina Borio sarebbe quindi tutto in regola. Inoltre, anche per l'eventuale rischio di contaminazione della falda acquifera non sembrerebbero esserci gli estremi per l'applicazione dell'articolo 191. Da dove arriva tale garanzia? Dallo studio degli acquiferi profondi presentato in Regione da ATO6, “che esamina in dettaglio l'idrogeologia della pianura alessandrina” e secondo il quale “l'area su cui insiste il progetto di discarica è inclusa nelle aree di ricarica degli acquiferi profondi che, per quanto riguarda le discariche di rifiuti non pericolosi, ammettono la realizzazione di nuovi impianti purché siano garantite maggiori protezioni del terreno e delle acque sotterranee”. Per il Ministrero dell'Ambiente, quindi, la discarica a Cascina Borio si può fare, basta che la Riccoboni tenga conto delle misure di sicurezza per evitare la contaminazione della falda. 

“In pratica il Ministro Costa, che non dice nulla riguardo al mancato invio dei tecnici dell'Ispra, 'fotografa' semplicemente l'inizio dei lavori” dichiara l'on. Fornaro. “Ho chiesto comunque al ministero di valutare ancora l’applicazione del principio di precauzione per bloccare così l’iter autorizzativo della discarica”. 

Ad ogni modo, a fare da ago della bilancia sarà a questo punto la Conferenza dei Servizi della Provincia, che dovrà pronunciarsi ancora una volta (sconosciuta, al momento, la data del nuovo tavolo di confronto) sull'ammissibilità o meno del progetto relativo alla tangenziale richiesta dalla Riccoboni per il trasporto di rifiuti dalla Grassano di Predosa al sito di Cascina Borio. Il conferimento dei rifiuti a Sezzadio, infatti, resta bloccato finché non si avrà un parere definitivo sul progetto del nuovo tratto stradale.

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