Lunedì 22 Luglio 2019

Badante erede universale, a giudizio per circonvenzione

Un'anziana acquese aveva promesso alla badante il lascito di un bene, un appartamento al mare. Dopo la morte dell'anziana “spunta” però un foglio manoscritto con cui la badante viene nominata erede di tutto il patrimonio. Era autentico? Prosegue in tribunale il processo per circonvenzione di incapace

Badante erede universale, a giudizio per circonvenzione
CRONACA – Pareri contrastanti tra i periti di accusa e difesa sul testamento con cui un'anziana signora di Acqui Terme aveva nominato la sua badante, Agostina Cherchi, erede universale dell'intero patrimonio. Ieri, davanti al giudice del tribunale di Alessandria i periti di parte hanno presentato le relazioni redatte dopo avere esaminato gli scritti: il primo testamento redatto nel 2005 ed il secondo, del 2010, quello oggetto di diatriba tra la Cherchi e i nipoti dell'anziana, ritrovato dalla badante stessa successivamente alla morte dell'acquese tra le pieghe di una coperta.

Che l'anziana avesse intenzione di fare un lascito alla badante, era noto anche ai nipoti. Ma, dopo la morte della donna, sopraggiunta nel 2013, venne ritrovato dalla Cherchi un foglio in cui questa veniva nominata erede dell'intero patrimonio. I nipoti si rivolsero così alla procura, all'epoca ad Acqui contestando non tanto l'autenticità del documento, quanto la circonvenzione di incapace. Negli ultimi anni, in effetti, sembra che le condizioni psicofisiche della donna fossero degenerate.

Possibile che la badante abbia indotto l'anziana a scrivere delle nuove volontà? Era capace di intendere e di volere?

La vicenda giudiziaria si trascina ormai da anni. Furono eseguite due perizie grafiche, che arrivarono a conclusioni diametralmente opposte. Venne così disposto un altro tipo di esame grafico in grado di stabilire dal tratto della penna le condizioni psichiche dell'anziana. Ma, anche in questo caso, le conclusioni non sembrerebbero univoche. Il testamento olografico presenta qualche “correzione”, alcune lettere sembrerebbero “ripassate”. Potrebbero indicare la “volontà di rimarcare”, secondo la difesa, ovvero incertezza, secondo l'accusa.

Secondo il medico geriatrico interpellato, tuttavia, uno stato di demenza conclamato non avrebbe reso possibile all'anziana “neppure riconoscere una penna ed impugnarla”.

Le udienze riprenderanno nel febbraio 2019 con nuovi testimoni.

 

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