Lunedì 08 Agosto 2022

il rapporto

Lupo, in provincia sono 14 i branchi: l'Appennino è "saturo"

Nella fascia montana della provincia di Alessandria l'occupazione del territorio è completa e non possono formarsi altri gruppi

18 Luglio 2022 ore 08:46

di Elio Defrani

lupo-life-wolfalps-presenza-alessandria-branchi

Secondo l’ultimo report del progetto Life WolfAlps per il monitoraggio del lupo in Europa, in Piemonte sono presenti 68 branchi e 13 coppie; 10 branchi sono “transregionali”, con territorio parzialmente anche in Liguria (9) e in Valle d’Aosta (1). La maggior parte si trova sulle Alpi (51 branchi e 9 coppie). Nel resto del Piemonte, in particolare nella zona appenninica e della vicina pianura, sono stati documentati 17 branchi e 4 coppie.

Nell’alessandrino il monitoraggio ha coinvolto gli enti di gestione delle Aree protette dell’Appennino piemontese e del Po Piemontese, la Provincia, le guardie ecologiche volontarie, i Carabinieri forestali, il Club Alpino Italiano e diverse associazioni.
Sono state utilizzate 63 fototrappole che hanno permesso di certificare 714 eventi di avvistamenti di lupo. Sono stati raccolti 875 escrementi di lupo, seguite 44 tracce su neve e rinvenute 13 carcasse di animali predati (12 ungulati selvatici, 1 volpe).

Coppia di lupi filmati a Predosa dopo l'attacco al vitello

Gli esperti del Parco del Po hanno lasciato la carcassa come esca e hanno ripreso i due animali per tutta la notte

Sono quindi stati confermati nella provincia di Alessandria 14 branchi, la maggior parte dei quali distribuiti in maniera continuativa e pressoché omogenea lungo la fascia appenninica e collinare confinante, di cui diversi in condivisione con la Liguria. In provincia è stato documentato anche il primo caso di un branco con ibridazione tra lupo e cane. Sull’Appennino alessandrino, la densità di popolazione del lupo è di 12 esemplari per 100 chilometri quadrati. Considerando l'intera estensione della provincia, pianura compresa, la densità scende a 1,7 esemplari per 100 kmq.

«Nelle aree di presenza stabile della specie da più tempo, come sono le zone montuose appenniniche, si assiste a una occupazione completa del territorio, in cui la presenza di branchi adiacenti tra loro non permette la formazione di nuove unità riproduttive. Di conseguenza i lupi in dispersione alla ricerca di nuovi territori in cui stabilirsi si orientano più frequentemente verso le zone di pianura, soprattutto laddove l’ambiente mantiene caratteristiche vicine alla naturalità, quali possono essere le aste fluviali, in cui trovare rifugio, e una generale disponibilità di prede, garantita essenzialmente dalla presenza di ungulati selvatici», spiega il report di Life WolfAlps.

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