Mercoledì 17 Agosto 2022

Politica

Rapetti: "Lavorerò per la città come se ogni giorno fosse unico"

Intervista al neo sindaco di Acqui: "La strada è quella della pacificazione"

02 Luglio 2022 ore 11:47

di Alessandro Francini

rapetti-sindaco.-acqui

Danilo Rapetti

ACQUI TERME - Danilo Rapetti si è concesso due lustri di pausa; nel 2012, al termine del doppio mandato, aveva lasciato il testimone di primo cittadino a Enrico Bertero, colui che dieci anni più tardi lo avrebbe poi sostenuto nella corsa a quello che (da martedì 28 in via ufficiale) è diventato il suo “terzo capitolo” nelle vesti di sindaco di Acqui Terme. La forse troppo ristretta coalizione dell’uscente Lucchini poco ha potuto di fronte alla forza trainante di un progetto civico che, pur giudicato fin troppo eterogeneo dai più critici, è stato in grado di riunire alcuni tra i nomi forti (che tanti voti hanno portato) della politica locale degli ultimi decenni, favorendo la larga affermazione di Rapetti nei due turni fino a vincere poi al ballottaggio con il 62,4%.

Sindaco Rapetti, che effetto le fa tornare a Palazzo Levi a distanza di dieci anni?
Un effetto molto particolare, perché rispetto a dieci anni fa tante cose sono cambiate. Io stesso sono cambiato e maturato. Ho varcato la soglia di Palazzo Levi con molta circospezione e riguardo, anche perché negli ultimi dieci anni altri lo hanno vissuto e diretto. Sono tornato in Municipio certamente con entusiasmo ma senza particolari trionfalismi. Forse sarà anche per via del mio carattere: tutto sommato sono abbastanza timido.

Gli acquesi l’hanno premiata sin dal primo turno. Come lei stesso ha affermato citando il Vangelo, però, “a chi tanto verrà dato, tanto verrà chiesto”. Sente il peso del carico di responsabilità che la attende?
Assolutamente sento il peso della responsabilità. La città si è affidata a noi e al nostro progetto in maniera direi molto netta, quindi io e la mia squadra di collaboratori dovremo essere sempre all'altezza del compito che ci è stato affidato dagli acquesi, e mai dovremo prendere questo impegno sottogamba. Ogni giorno di amministrazione nei prossimi cinque anni dovrà essere affrontato come se fosse l'unico. Allo stesso tempo, come se fosse il primo e come se fosse l’ultimo. Non dovremo mai farci trasportare alla deriva dalla routine. Io per primo non verrò mai meno a questo grande senso di responsabilità che sento di avere sulle spalle, e la stessa cosa dovranno fare coloro che andranno a comporre la squadra di governo, dagli assessori ai membri del Consiglio comunale.

Domenica sera ha parlato di Terme e stagione estiva come priorità: quali sono, però, le altre urgenze a cui secondo lei bisognerà dare precedenza nei prossimi mesi?
Le Terme sicuramente rimangono la questione più urgente. Al di là del dialogo con la proprietà, conto di poter dare agli acquesi buone notizie in tempi ragionevoli. So che ci sono investitori privati interessati anche a singole unità alberghiere della nostra città. Questo ritengo sia già un buon segno. Tra gli altri temi da affrontare nei mesi a venire inserisco tre opere pubbliche: il centro sportivo Mombarone, l’area del golf e lo stadio Ottolenghi. A Mombarone, dopo la riqualificazione energetica avviata dalla precedente Giunta, ora serve avviare un discorso legato all’ammodernamento dell’intero impianto. Per l’area dell’ex Golf è certamente positivo che sia stata affidata in gestione per i prossimi sei mesi, ma occorre dare continuità all’operatività dell’impianto. Per l’area sportiva dello stadio, invece, conto di riavviare i contatti con i privati che pochi anni fa hanno presentato una procedura di finanza di progetto. Una nuova palestra in città serve sicuramente, ma non nell’area indicata dall’ex Giunta. Ovviamente, poi, la sanità. Contatterò a breve il direttore generale Vercellino e l’assessore Icardi per parlare del nostro ospedale e di una maggiore integrazione tra i servizi sanitari e il nostro territorio.

Per il nuovo corso amministrativo ha dichiarato che le piacerebbe contare sul senso di corresponsabilità da parte di tutti, anche della minoranza. Da tutte le forze in campo, però, servirà parecchia diplomazia…
Sono consapevole che la strada non sarà semplice, ma quello della pacificazione tra le parti deve essere uno degli obiettivi.
Mi impegnerò in prima persona per portare a compimento questo proposito. La nostra natura civica, tra l’altro, può facilitare il dialogo. Anche grazie alle mie precedenti esperienze da sindaco ho capito che troppo spesso proprio a causa della mancanza di dialogo si possono perdere delle grandi opportunità. Non voglio che questo si ripeta con la nuova amministrazione. A ogni modo nel corso delle varie consultazioni ascolterò le proposte di tutti, anche della minoranza, per cercare di trovare una sintesi e capire quali potranno essere le più utili per il futuro della città.

Lucchini solo pochi giorni fa aveva annunciato l’intenzione di rinunciare alla carica di consigliere, ieri è arrivato il ripensamento...
Beh, devo dire che mi fa piacere che ci abbia ripensato, perché credo che avere in Consiglio l’ex sindaco possa essere un valore aggiunto. Se lui vorrà, lo incontrerò come farò con tutti gli altri. Sia chiaro che sono disponibile al confronto sulle proposte che le forze di minoranza mi presenteranno se queste possono essere costruttive per il bene di Acqui e dei cittadini.

Al primo turno l’affluenza ha superato di poco oltre il 50%, al secondo ci si è fermati al 46%. Se pur tra i migliori in provincia, anche i dati acquesi attestano il crescente distacco dei cittadini verso la politica locale. Secondo lei perché?
Credo che si tratti anche di un dato culturale. Semplicemente i tempi sono cambiati. Anche la nostra società si sta “americanizzando ”. Al giorno d’oggi le persone tendono a esprimere le proprie idee soprattutto attraverso i social. La liturgia del voto, per quanto io continui a sostenerla e a promuoverla, ha perso l’appeal che invece aveva fino a pochi decenni fa. A ogni modo, continuerò a pensare che votare debba rimanere una libera scelta e non un obbligo. Da cittadino e da convinto elettore non mi fa certo piacere notare come l’affluenza alle urne vada peggiorando negli anni, ma non mi sento di condannare o giudicare nessuno.

EDICOLA DIGITALE

sfoglia

abbonati

Le notizie più lette

.