Martedì 05 Luglio 2022

Economia

Consorzio Tutela Vini d'Acqui: Ricagno confermato presidente

L'imprenditore vitivinicolo è alla guida del Consorzio da 25 anni

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Paolo Ricagno

ACQUI TERME - Una conferma, una rielezione all'insegna della continuità. Paolo Ricagno sarà il presidente del Consorzio Tutela dei Vini d’Acqui - che tutela Brachetto d’Acqui, Acqui docg e Dolcetto d’Acqui doc - anche per il triennio 2022-2024. Con Ricagno sono stati nominati vicepresidenti Massimo Marasso (F.lli Martini) per le 'Case Spumantiere' e Bruno Fortunato (TreSecoli) per la 'Parte Agricola'. 

"Serve più manodopera esperta"

«Occorre rivedere l'intera filiera piemontese, ripartendo dalla vigna e dai mercati", ha dichiarato Ricagno, alla guida del Consorzio acquese da 25 anni, nel suo discorso di (re)insediamento. «Serve agire in fretta sulla cura dei vigneti, per formare manodopera esperta e, magari, accedere a nuove tecnologie. In Piemonte mancano potatori e trattoristi con esperienza. A mio avviso la regione deve dotarsi di corsi professionali che insegnino tecniche e professioni viticole ai giovani, per il loro futuro e il futuro della viticoltura piemontese».

Secondo il presidente del Consorzio di Tutela, fondamentale è restare al passo coi tempi: «Oggi, purtroppo, i droni sono utilizzati nelle guerre moderne: io dico, usiamoli anche in viticoltura, nei trattamenti mirati, in collaborazione con le industrie che producono i prodotti migliori e più sostenibili, per tagliare i costi della conduzione del vigneto in modo che i nostri viticoltori e le nostre aziende agricole abbiano redditi più dignitosi e in grado di garantire un domani. In questo senso l’opera di agronomi preparati e aggiornati potrebbe fare la differenza». C'è poi il nodo mercati: «Occorre capire dove stanno andando e come si stanno evolvendo, attraverso analisi e continui studi. È un passo fondamentale per lo sviluppo del vigneto Piemonte».

Ricagno auspica anche un patto tra Consorzi vinicoli di tutela: «Bisogna rinnovare l'intesa tra gli enti consortili che governano le maggiori denominazioni piemontesi: Asti, Moscato d’Asti, Barbera d’Asti, Brachetto d’Acqui, Gavi, Colli Tortonesi e altri che vorranno farne parte. Dobbiamo creare una rete di idee e progetti che traghetti il mondo del vino piemontese verso un futuro positivo e propositivo, lontano da campanilismi ed egocentrismi inutili, pericolosi e anche antistorici».

 

Il nuovo Cda

Nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione per il prossimo triennio. Per i produttori di uve: Andrea Botto (azienda agricola Botto), Mauro Olivieri (Cantina sociale di Nizza Monferrato), Evasio Polidoro Marabese (Cantina sociale di Maranzana), Fabio Marian (La Torre di Castel Rocchero), Silvano Marchetti (Tenuta Bastieri), Giovanni Frola (Cantina sociale di Fontanile).
Per i vinificatori: Paolo Ricagno (Cantina Vecchia Alice Bel Colle), Bruno Fortuna (Tre Secoli), Filippo Mobrici (Bersano), Alberto Canino (Tosti1820), Antonio Massucco (Banfi), Gianfranco Santero (958 Santero).
Per gli imbottigliatori: Riccardo Capetta (Capetta), Nenad Roth (F.lli Gancia), Lorenzo Barbero (Davide Campari), Massimo Marasso (F.lli Martini).
Il collegio sindacale è composto da: Barbara Carrero, presidente (Studio Bertone Fassio), Enzo Gerbi (Cantina sociale Barbera dei Sei Castelli), Claudio Negrino (Cantina sociale Alice Bel Colle) con, come sindaci supplenti: Ezio Fassio (Studio Bertone Fassio) e Giuseppe Bologna (Braida Srl). 

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