Giovedì 30 Giugno 2022

Politica

Cirio su Terme: "Regione disponibile a entrare nel capitale aziendale"

"Uno strumento innovativo per le realtà in crisi", ma serve il benestare della proprietà

Cirio su Terme: "Regione disponibile a entrare nel capitale aziendale"

ACQUI TERME - Dall'incontro di questa mattina, venerdì 8, a Palazzo Robellini tra la Giunta Regionale, il sindaco Lorenzo Lucchini, i sindacati e i dipendenti delle terme di Acqui sono emersi sviluppi che potrebbero aprire nuovi spiragli utili a tamponare (almeno sul medio-lungo periodo) la crisi del comparto termale.

 

"Uno strumento innovativo"

Ascoltate le istanze dei lavoratori, il presidente della Regione Alberto Cirio – ad Acqui insieme agli assessori Elena Chiorino, Luigi Icardi, Marco Protopapa, Vittoria Poggio ai quali si è unito il presidente della Provincia Enrico Bussalino – ha annunciato la disponibilità da parte della Regione «a utilizzare uno strumento innovativo, ma già testato all’estero e in particolare in Germania, che ci permette di entrare con fondi regionali ed europei nel capitale delle aziende in crisi per rivitalizzarle attraverso il supporto di esperti del settore. Il turismo termale acquese – ha dichiarato Cirio - ha un’altissima reputazione a livello nazionale e internazionale e la Regione lo ritiene strategico per l’economia del territorio. Non possiamo accettare che non ci sia la volontà di proseguire in questo settore per il futuro. Abbiamo ereditato una situazione che ha visto l'uscita della Regione Piemonte dalle terme di Acqui. Chi mi ha preceduto ha fatto una scelta a mio modo di vedere grave, ora noi siamo qua per recuperare».

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Per poter avviare questo tipo di provvedimento è però necessario il benestare del Comune di Acqui e, in particolare, di Alessandro Pater, proprietario degli stabilimenti termali. «Confidiamo di trovare collaborazione da parte della proprietà. Se così non fosse - ha aggiunto il presidente regionale - siamo pronti a esercitare le leve di cui disponiamo, incluso la revoca della concessione. Perché l’acqua è dei piemontesi e degli acquesi e deve essere messa a disposizione per creare ricchezza dove si trova».

"Ampliare la gamma dei servizi sanitari"

Tra le proposte avanzate dalla Giunta regionale anche la possibilità di ampliare il ventaglio delle prestazioni sanitarie offerte dagli stabilimenti curativi acquesi. «I dati a nostra disposizione – ha dichiarato l'assessore alla Sanità Luigi Icardi - ci dicono che, dal punto di vista delle cure sanitarie, l'intero settore termale piemontese è in crisi. Dal 2019 al 2020 siamo passati da 120mila prestazioni sanitarie a poco più di 20mila. Nel 2021 c'è stata una piccola ripresa, quantificabile in 32mila prestazioni per un budget di circa 470mila euro impiegato dalla sanità pubblica per pagare le cure termali. Assistiamo anche a una sorta di fuga di pazienti piemontesi, che scelgono di andare a curarsi in Lombardia o in Emilia Romagna. Dobbiamo lavorare anche su questa minore capacità attrattiva delle strutture curative del Piemonte. Ci rendiamo disponibili nei confronti della proprietà delle Terme di Acqui per elaborare insieme un piano che possa ampliare l'offerta delle prestazioni sanitarie». Sono gli stessi dipendenti delle terme curative, però, a far notare all'assessore Icardi, «come dal 2018 manchi la volontà da parte della proprietà di accettare l'idea di implementare il genere di cure riabilitative. Abbiamo provato più volte a cercare il dialogo proprio su questo punto, ma ci è sempre stato negato».

 

Sindacati, il 14 l'incontro con Pater: "Nostra proposta irrifiutabile"

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L'incontro di giovedì 14

Giovedì 14 in Confindustria è in programma un incontro tra i sindacati e Alessandro Pater: «Se nella riunione del 14 si troverà una soluzione per tenere viva la “fiammella” - ha spiegato Alberto Cirio - dal giorno dopo potremo discutere di una nostra possibile entrata nel capitale aziendale. Se invece il 14 salta tutto, fermo restando che come Regione faremo ciò che serve per attuare gli ammortizzatore sociali, utilizzeremo misure più rigorose, nel rispetto della legge ma soprattutto nell'interesse generale».

«È una partita difficile - afferma l'assessore all'Agricoltura Marco Protopapa - in cui tutti dovremo mettere dell'impegno. Auspico che dal confronto di giovedì 14 arrivi un segno di buona volontà per trovare soluzioni, magari anche con un'apertura dei sindacati nei confronti della proprietà. Perché se questo ci permetterà di prendere tempo per lavorare alle prospettive delineate, questa sarebbe la più grande fortuna da poter sfruttare, almeno per questa stagione».

 

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