Martedì 24 Novembre 2020

Sindacati

“In Piemonte la situazione rischia di diventare irreversibile”

Si chiedono alla Regione interventi immediati

“In Piemonte la situazione rischia di diventare irreversibile”

Pozzi (Cgil), Ferraris (Cisl), Cortese (Uil) [foto di repertorio Cisl]

TORINO - Di fronte ad una situazione sanitaria ed economica “vicino al disastro e che rischia di diventare irreversibile”, i sindacati Cgil, Cisl e Uil uniscono le voci per chiedere alla Regione interventi immediati. Questa mattina, venerdì, i vertici confederali si sono riuniti per mettere a punto una piattaforma di proposte da inviare all'amministrazione di Alberto Cirio. Mentre il settore della funzione pubblica, che comprende anche la sanità, sta manifestando – nei limiti del rispetto delle norme per il contenimento dei contagi – davanti agli ospedali, i tre segretari generali, Pier Massimo Pozzi per Cgil, Alessio Ferraris per Cisl e Gianni Cortese per Uil chiedono assunzioni immediate a tempo indeterminato e un rafforzamento dei presidi territoriali.

Secondo Cortese, poi, “la catena di comando della regione Piemonte è in stato confusionale. Nel settore sanitario si è scatenata la tempesta perfetta, siamo reduci da dieci anni di tagli dei posti letto e di mancanza di interventi sul territorio. Una situazione che non si risolve con le tende da campo dell'esercito. Il problema è la mancanza di personale”.

La proposta? “Stabilizzare i precari, perché i bandi a tempo determinato non servono”.

Tamponi in fabbrica
Intanto arriva anche la proposta di aprire un dialogo con le associazioni datoriali per consentire tamponi e test rapidi all'interno delle fabbriche, per evitare e arginare eventuali focolai, “continuando ad applicare i protocolli già siglati ad aprile e, se serve, integrarli”.

Investire, non spendere
Guardando al termine della pandemia, i tre segretari invocano interventi strutturali. “Se arriveranno risorse dal governo e dall'Europa (si parla di 16 miliardi) – dice Alessio Ferraris – devono essere investiti, e non semplicemente spesi”.

“Inutile trovare capri espiatori – aggiunge Pozzi – Ma non possiamo permetterci in futuro che il punto di forza nel settore manifatturiero possa arretrare ulteriormente e che non ci possano essere miglioramenti in quei settori in cui siamo deboli, come il terziario avanzato”.

Due, quindi, le linee di azione: “Di difesa, perché quando cesseranno gli ammortizzatori per Covid e ci sarà via libera ai licenziamenti, sarà un massacro”. Ma anche una “linea espansiva” che guardi agli investimenti.

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