Sabato 24 Ottobre 2020

La leggenda

Nel post lockdown Acqui diventa il set di un film

Nel post lockdown Acqui diventa il set di un film

L’emergenza Covid ha imposto uno stop a spettacoli e rassegne culturali. Stessa condanna per i Concerti della Sala Santa Maria organizzati dall’associazione Antithesys. «La stagione di primavera è saltata ma non ci siamo persi d’animo – ha spiegato Silvia Caviglia, direttrice artistica della rassegna – Per il nostro pubblico, non in presenza, siamo riusciti a realizzare le registrazioni di due concerti di pianoforte e lo spettacolo di Bagnasco e Nicolini. Nel montaggio, in corso d’opera, vogliamo abbinare alle musiche dei nostri artisti, scorci suggestivi di Acqui Terme». Una volta terminato e pubblicato online, il bacino di pubblico (già gremito, ma pur sempre locale) potrebbe espandersi oltremodo e il contenuto diventare input promozionale della kermesse e della città.

Vittime illustri del lockdown sono stati Andrea Nicolini e Federico Bagnasco, autori di una versione della Leggenda del Santo Bevitore di Joseph Roth, piéce che aveva incassato il plauso di rassegne internazionali. «Un melologo, un’opera basata sul racconto del personaggio principale, testo nato da una riduzione attenta del romanzo, in continuo dialogo con musiche originali per fisarmonica e contrabbasso da noi composte – racconta l’attore Nicolini – L’annullamento dello spettacolo però si è trasformata in un’opportunità: trasformarlo in un video». La situazione ha stimolato la creatività degli autori che hanno voluto approcciarsi ad una forma espressiva nuova, il film, girando le scene dello spettacolo in set allestiti in angoli del reticolato acquese. Per esempio, le scene della vita da emarginato, clochard sotto i ponti della Senna sono state incastonate sotto il ponte Carlo Alberto ed incorniciato dallo scorre della Bormida. «Acqui offre tanti scorci stimolanti, suggestivi, in ogni sua parte – ha commentato Nicolini – Potrebbe essere adatta ad ospitare piccole o medie troupe, anche per la facilità di effettuare le riprese che certamente non possono offrire città più grandi».

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