Venerdì 27 Novembre 2020

Cassine

'Sticca' e 'Villa Azzurra' strutture "covid free", «ma tamponi in grave ritardo»

'Sticca' e 'Villa Azzurra' strutture "covid free", «ma gravi ritardi per i tamponi»

La Rsa 'Villa Azzurra' ha sede in un convento ottocentesco

CASSINE - Tanti i lutti che forse si potevano evitare, i ritardi procedurali delle aziende sanitarie che hanno messo a dura prova le Case di riposo e le Rsa del territorio. Fortunatamente, esistono realtà dove tutto sembra essere andato per il meglio. A Cassine, ad esempio, nelle due case di riposo del paese il coronavirus – almeno finora – è rimasto chiuso fuori dalla porta. Fortuna? Lungimiranza? «Forse un po' di tutte e due – confessa Mirko Orsi, presidente della residenza per anziani 'Opera Pia Sticca' – Abbiamo chiuso la struttura a fine febbraio, ma le direttive dell'Asl sono arrivate l'8 marzo, quando ormai avevamo già applicato i protocolli emanati dal Ministero». Allo 'Sticca' sono stati effettuati i tamponi sia sui 37 ospiti che sul personale interno, «e in entrambi i casi non si rilevano positività». Dall'inizio dell'emergenza si è registrato un solo caso sospetto, «subito isolato e comunque risultato poi non ricollegabile al Covid 19. Ad ogni modo, non sono mai mancati i dispositivi protettivi, anche grazie al supporto del Comune, della Protezione Civile e della Croce Rossa, che ringrazio. C'è stata grande sinergia operativa tra il nostro direttore sanitario e il personale. A loro va tutto il merito».

Anche alla Rsa 'Villa Azzurra' tutti i 50 degenti sono risultati negativi al Covid, «ora siamo in attesa dei tamponi per il personale interno. Ad ogni modo, siamo ottimisti – sottolinea il direttore, Andrea Romano - Anche qui da noi ingressi chiusi già da fine febbraio. All'inizio alcuni parenti erano un po' contrariati, ora però ci ringraziano». Da subito, “prevenzione” è stata la parola d'ordine, «abbiamo anche riorganizzato gli spazi interni per ridurre al massimo la possibilità di contagio». Con gli smartphone di infermieri e oss i degenti sono rimasti in contatto con i propri cari, «era necessario tranquillizzare i nostri anziani, che comunque percepivano il comprensibile clima di tensione».

Dall'insorgere dell'emergenza, le due strutture cassinesi hanno collaborato per quanto possibile, e sia Mirko Orsi che Andrea Romano concordano su un punto: «Aver aspettato due mesi per i tamponi è molto grave. Le conseguenze, per quel che ci riguarda, potevano essere ben peggiori. In altre strutture del territorio non sono stati così fortunati, purtroppo. All'inizio, di sicuro, è stato perso del tempo prezioso».

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